Da Panasonic i fantastici quattro: serie PT-RZ660 e PT-RZ770

Da Panasonic i fantastici quattro: serie PT-RZ660 e PT-RZ770

I nuovi proiettori Laser Panasonic serie PT-RZ770 e PT-RZ660 (quattro modelli) abbondano di tecnologie futuribili, dalla DLP a chip singolo con Quartet Colour Harmonizer alla System Daylight View 3. La realtà supera la fantascienza

Ventimila ore senza manutenzione: detto così potrebbe sembrare il titolo di un romanzo di Jules Verne in cui si immagina una realtà del futuro, lontana dal realizzarsi. E invece questa realtà è già qui: presente e concretissima, si palesa sotto le forme eleganti dei nuovi proiettori Panasonic Solid Shine serie PTRZ770 e PT-RZ660.

I modelli sono quattro complessivamente: il PT-RZ770 e il PT-RW730, che fanno parte della serie di punta, e poi il PT-RZ660 e il PT-RW620; nel
testo descriveremo soltanto il PT-RZ770 e il PT-RZ660 (per le caratteristiche del PT-RW730 e del PT-RW620 vedi box “Altri modelli sul mercato”).

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Grazie alla funzione per la regolazione geometrica, i Panasonic PT-RZ770 e PT-RZ660 possono proiettare anche su superfici curve (come in questa foto), sferiche, ellittiche e perfino a forma di S.

RECORD DI LONGEVITÀ

A dire il vero i nuovi Panasonic qualcosa di fantascientifico ce l’hanno, nel senso che abbondano di soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Il record delle 20.000 ore senza manutenzione, per esempio, è merito delle ottiche resistenti alla polvere e del gruppo laser a doppio drive con diodi a stato solido: non ci sono lampade né filtri da sostituire.

La tenuta ermetica del gruppo ottico attenua le degradazioni di luminosità dovute alla penetrazione della polvere e garantisce prestazioni costanti nel tempo; i nuovi proiettori hanno superato severi test in ambienti con densità di particolato molto elevate, fino a 0,15 mg per metro cubo: per avere un’idea di cosa questo significhi basti pensare che un ambiente naturale considerato pulito, come una zona montana, un bosco o la riva di un lago, ha un particolato di 0,030 mg per metro cubo, mentre un ufficio moderatamente inquinato arriva a 0,080 mg per metro cubo.

Progettati per un uso intensivo 24/7, i nuovi Panasonic sono inoltre dotati di un circuito “failsafe” che riduce le perdite di luminosità e di colore in caso di guasto di uno dei diodi laser. E le sorprese non finiscono qui: le 20.000 ore senza manutenzione si riferiscono alla modalità d’uso normale; in modalità Eco la durata si estende a 24.000 ore e in modalità Long Life a 87.600 ore (!), che corrispondono a 10 anni.

Il frontale del PT-RZ770: in alto a sinistra trovano posto gli indicatori dell’on/standby, della sorgente luminosa (light source 1, light source 2) e della temperatura.

Il frontale del PT-RZ770: in alto a sinistra trovano posto gli indicatori dell’on/standby,
della sorgente luminosa (light source 1, light source 2) e della temperatura.

IMMAGINI PERFETTE ANCHE IN AMBIENTI FORTEMENTE ILLUMINATI

Il PT-RZ770 e il PT-RZ660 hanno caratteristiche molto simili. Identico è per esempio il rapporto di contrasto, 10.000:1, e identica è la risoluzione WUXGA 1920 x 1200. Differiscono invece i valori di luminosità, che ammontano a 6000 lumen (6200 al centro) per il  PT-RZ660 e a 7000 lumen (7200 al centro) per il PT-RZ770. Entrambe le serie utilizzano una tecnologia di proiezione al laser/fosforo DLP a 1 chip che, insieme alla funzione
Quartet Colour Harmonizer, rende più vividi i colori, migliora il bilanciamento del bianco ed esalta la luminosità percepita; all’argomento dedichiamo un box di approfondimento.

A questo occorre aggiungere la funzione System Daylight View 3, un’evoluzione della System Daylight View già utilizzata su altri proiettori  Panasonic. La System Daylight View 3 mantiene nitide le immagini proiettate in ambienti fortemente illuminati e migliora la percezione di  luminosità nelle mappature realizzate con più proiettori. La System Daylight View 3 si avvale di sensori che rilevano la luminosità ambientale e in funzione di questa dosano l’intensità dei colori e la luminosità del proiettore.

È doveroso sottolineare che tutto  ciò è ottenuto soltanto attraverso un lavoro di bilanciamento e regolazione, quindi senza incrementare la potenza assorbita dal proiettore.

Il frontale del PT-RZ660, con le lenti di proiezione in bella vista. I nuovi Panasonic Solid Shine utilizzano una tecnologia di proiezione DLP a 1 chip con drive ottico Quartet Color Harmonizer.

Il frontale del PT-RZ660, con le lenti di proiezione in bella vista. I nuovi Panasonic Solid Shine utilizzano una tecnologia di proiezione DLP a 1 chip con drive ottico Quartet Color Harmonizer.

DETTAGLIO E CONTRASTO AI MASSIMI LIVELLI

I proiettori serie PT-RZ770 e PT-RZ660 sono provvisti di Detail Clarity Processor 3, un circuito che incrementa la tridimensionalità, la nitidezza e il dettaglio dell’immagine. Il Detail Clarity Processor 3 misura la frequenza del segnale in ogni scena e rileva la distribuzione delle componenti di bassa, media e alta frequenza, per poi intervenire separatamente su ciascuna di esse.

Altre funzioni degne di nota sono la Contrast Sync e la Shutter Sync, pensate per le applicazioni multischermo e di mappatura con più proiettori connessi in rete. La serie PT-RZ770 è tra le prime al mondo a offrire queste funzioni: la Contrast Sync sincronizza i contrasti dei diversi proiettori, mentre la Shutter Sync, utilizzando il principio del master/slave, sincronizza i tempi di attivazione/disattivazione degli otturatori allo scopo di uniformare la qualità dell’immagine; sono incluse le funzioni di dissolvenza avanti/indietro.

PROIETTARE SU SUPERFICI NON PIANE

La funzione per la regolazione geometrica consente ai nuovi Panasonic di proiettare su superfici non piane dalle forme più diverse, sferiche, cilindriche, ellittiche e perfino a S. Se la proiezione su superfici non piane è in sé un’operazione complessa, la regolazione geometrica dei Panasonic è invece molto semplice, attuabile via telecomando: almeno finché ci si limita alle operazioni di base.

La funzione prevede la regolazione dei quattro angoli e il controllo dell’aspetto: per quanto riguarda la prima è possibile regolare ciascuno dei quattro angoli dell’immagine indipendentemente e memorizzare fino a tre set di regolazioni; quanto al controllo dell’aspetto la regolazione
geometrica permette di correggere le curvature mantenendo l’aspetto attivo dell’immagine oppure disattivandolo, così da sfruttare
appieno ogni porzione dello schermo.

Per operazioni più complesse è necessario ricorrere al software Geometry Manager Pro, che permette di configurare i proiettori in edge blending, di importare/esportare i setting da un proiettore all’altro, di creare effetti speciali e mappature 3D in interni o in esterni, di impostare la regolazione automatica dello schermo in caso di uso di gruppi di proiettori e altro ancora.

DIGITAL LINK, I SEGNALI VIAGGIANO SU LUNGHE DISTANZE

Terminiamo ricordando che i Panasonic serie PT-RZ770 e PTRZ660 sono dotati di Digital Link, una tecnologia basata su HDBaseT che consente la trasmissione a lunga distanza di segnali HDMI, codici di controllo, video 4K (4.2.0), video Full HD e audio non compresso: utilizzando un cavo di categoria 5e o superiore è possibile inviare i segnali fino a 150 metri di distanza (modalità Longh Reach; 100 metri in modalità Normal).

La tecnologia Digital Link supporta i protocolli di molti produttori leader di settore, quali AMX, Atlona, Crestron e Gefen, per citarne solo alcuni. Mediante lo switcher ETYFB200 e la Digital Interface Box ET-YFB100 (opzionali) è possibile espandere le già notevoli potenzialità di questa tecnologia, che riduce i costi di implementazione e aggiornamento, la possibilità di guasti e malfunzionamenti nonché il costo complessivo dei
software di controllo.

Gli esempi di configurazioni proposti da Panasonic sono numerosi: dalla semplice connessione uno-a-uno alla distribuzione del segnale a due display, dalle catene di otto proiettori o display ai videowall. A questo punto, per riprendere quanto dicevamo all’inizio, resta solo da stabilire in quale genere collocare i Panasonic PT-RZ770 e PT-RZ660: della fantascienza reale o della realtà fantascientifica? Al lettore la scelta.

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