ENTERTAINMENT – Museo Lavazza: a Torino l’installazione interattiva di Acuson

ENTERTAINMENT – Museo Lavazza: a Torino l’installazione interattiva di Acuson

Tutto il fascino del museo intelligente

Nel quartier generale torinese di Lavazza è stata aperta l’anno scorso l’area museale: una spettacolare installazione interattiva, con i componenti audio distribuiti da Audiosales, che offre ai visitatori un inedito viaggio nella storia dell’azienda e del caffè

Portare a termine un lavoro dà sempre soddisfazione, ma quando il lavoro è quello compiuto da un installatore e nel suo svolgimento ha richiesto di affrontare e “vincere” delle particolari sfide allora la soddisfazione diventa veramente enorme. Tanto più che il risultato è adesso a disposizione di tutti perché basta entrare in un nuovo e futuribile museo di Torino, non prima di essersi muniti del suo particolarissimo biglietto d’ingresso. Nuvola Lavazza è la sede di oltre 30 mila metri quadrati, dal design avveniristico, che dalla primavera 2018 rappresenta l’headquarter della multinazionale del caffè la cui storia è da sempre radicata nel capoluogo piemontese.

L’inconfondibile profilo della Nuvola Lavazza, headquarter della multinazionale del caffè. Trentamila metri quadri che oltre agli uffici comprendono il museo ed altri spazi aperti ai visitatori.

Una prestigiosa realizzazione architettonica ed edilizia a cui hanno dato il loro contributo tecnologico Audiosales ed Acuson, il primo distributore di marchi di qualità, il secondo system integrator con soluzioni all’avanguardia. Un intervento, il loro, che si è concentrato soprattutto all’interno di unaparticolare e per certi versi strabiliante struttura che è stata aperta, poco dopo, proprio all’interno della Nuvola, il Museo Lavazza. Progettato dallo studio americano Ralph Appelbaum Associates, questo innovativo museo d’impresa è il frutto di un’intuizione e della volontà di Francesca, Antonella e Manuela Lavazza, la quarta generazione della famiglia, che insieme hanno coordinato il progetto e il gruppo di lavoro con il fine di immergere il visitatore in un viaggio sensoriale ed emotivo nella cultura globale del caffè.

L’enorme atrio della Nuvola Lavazza dal quale è possibile accedere sia agli uffici che al Museo.

In particolare, Francesca ha individuato temi ed elementi centrali nel percorso narrativo, Manuela ha contribuito a sviluppare in modo contemporaneo la progettazione multimediale e interattiva, mentre Antonella ha proposto e seguito lo sviluppo dell’adiacente Archivio Storico, che racchiude la memoria aziendale di oltre 120 anni ed è a sua volta frutto di un complesso iter esplorativo e di ricerca. A testimoniare la modernissima modalità di frequentazione del Museo Lavazza c’è la tazzina di caffè interattiva che viene consegnata al pubblico (da giugno 2018 già 52mila persone) prima dell’inizio del percorso. Un inedito biglietto d’ingresso che rappresenta il fattore fondamentale di coinvolgimento e di personalizzazione dell’esperienza museale, poiché accompagna i visitatori durante l’intero percorso espositivo e offre la possibilità di raccogliere informazioni. Con essa, gli ospiti hanno l’opportunità di scoprire e memorizzare contenuti digitali, anche non immediatamente visibili, per poi poterli riesaminare nell’ultima delle cinque gallerie del Museo, denominata l’Universo.

Qui è possibile scorrere e rivedere quanto memorizzato, decidere cosa conservare e, infine, condividere l’esperienza digitale con gli amici sui social media.
In particolare, poggiando la tazzina sui piccoli dischi luminosi presenti nelle superfici delle varie postazioni museali, circa 50, il visitatore avvia un’esperienza interattiva. In quest’ambito Acuson ha dovuto di volta in volta individuare il giusto posizionamento dei diffusori ad incasso Martin Audio per garantire la corretta fruizione dei contenuti audio in ambienti per forza di cose caratterizzati da un’elevata rumorosità di fondo.

Non potevano mancare i simboli pubblicitari di Lavazza, come Carmencita e Caballero celebri protagonisti del Carosello televisivo.

Una delle postazioni della prima galleria del museo, “Casa Lavazza”, dove i visitatori possono ripercorrere le tappe principali della storia aziendale.

E per farlo è ricorsa anche a soluzioni ingegnose, come nel caso della poltrona d’epoca con altoparlanti integrati che “parla” alla persona comodamente seduta. Il museo, come detto, è suddiviso in 5 gallerie contraddistinte da aspetto e tema specifici. Si inizia con “Casa Lavazza”, uno spazio, intimo ed evocativo, in cui si ripercorrono le tappe principali che hanno segnato gli oltre 120 anni di storia dell’azienda: dalla prima cambiale firmata da Luigi Lavazza fino al caffè bevuto in orbita a bordo della stazione spaziale ISS, grazie alla prima macchina espresso a capsule progettata per lo spazio. “Fabbrica” riporta invece il visitatore al momento della produzione, accompagnandolo alla scoperta delle varie fasi di lavorazione del caffè. Ed ancora, “Atelier” ricorda uno studio fotografico e presenta i 60 anni di collaborazioni creative di Lavazza, con i celebri personaggi e trailer pubblicitari che hanno fatto storia nella nostra televisione. “Piazza” viene descritta come la galleria che “rappresenta la celebrazione iconica del rito del caffè in un ambiente aperto e conviviale”. 

Non mancano le installazioni tecnologiche ingegnose, come questa “poltrona parlante” con il dettaglio che mostra i diffusori nascosti ai lati della seduta.

Infine, il visitatore giunge nella citata galleria “Universo”, uno spazio quasi onirico, nel quale ci si immerge in una suggestiva proiezione multimediale a 360 gradi. Per gestire a livello sonoro un così alto livello di contenuti interattivi, che devono ovviamente essere fruibili in contemporanea nei vari ambienti museali, l’installatore è ricorso ad un elevato numero di amplificatori multicanale Powersoft, con la possibilità fra l’altro di sfruttare la loro compatibilità con il protocollo di rete Dante che ha semplificato non poco l’interfacciamento con il computer che gestisce il complesso sistema multimediale.

Prima di uscire dal museo non manca la degustazione di una ricetta speciale di coffee design firmata dal Training Center Lavazza.

Il rack con l’imponente dispiegamento degli amplificatori audio a quattro canali Powersoft, compatibili con il protocollo di rete Dante, che garantiscono la distribuzione sonora alle molteplici postazioni multimediali presenti nelle cinque gallerie del museo.


POWERSOFT, GLI AMPLIFICATORI MADE IN ITALY

A farla da padrone, per quanto riguarda l’amplificazione sonora del Museo Lavazza, ci sono i componenti realizzati da Powersoft, l’azienda fiorentina fondata nel 1995 che in poco tempo si è conquistata una fama internazionale nella produzione di amplificatori di potenza leggeri, ad alta efficienza ed a singola unità rack. In particolare, il modello Quattrocanali 1204 utilizza la tecnologia SRM (acronimo di Smart Rails Management), brevettata, che permette di massimizzare l’efficienza del sistema, in qualunque condizione di carico e d’utilizzo. L’amplificatore offre inoltre una bassa dissipazione termica, eliminando così il bisogno di unità di raffreddamento esterne. Quattrocanali è stato concepito per essere utilizzato con carichi a bassa impedenza (da 2 Ω) e con sistemi distribuiti da 70/100V; è inoltre possibile mischiare i diversi tipi di carico in ogni combinazione. La versione DSP+D, quella utilizzata nel museo torinese, è compatibile con il protocollo di rete Dante e garantisce funzioni di controllo e monitoraggio remoto tramite “ArmoníaPlus”, il software sviluppato da Powersoft che permette di impostare e controllare sistemi audio articolati grazie ad un’interfaccia utente semplice e intuitiva.


DIFFUSORI MARTIN AUDIO, IL SUONO SI SENTE MA NON SI VEDE

Sebbene sia permeato di suoni in ciascuno dei suoi ambienti, il Museo Lavazza difficilmente concede all’occhio dei numerosi visitatori la visione di un altoparlante. Merito del lavoro compiuto da Acuson con i diffusori ad incasso realizzati dall’inglese Martin Audio. L’installatore ha infatti utilizzato plurimi componenti della serie Ceiling, progettata per offrire performance altrimenti difficili da trovare in un prodotto di questa categoria. In particolare, il diffusore Martin Audio C8.1T è stato specificatamente studiato per soffitti alti, dove la sua capacità di alti livelli SPL e la dispersione controllata a 90° gli consentono di offrire eccellente intelligibilità negli ambienti con maggior riverbero. Presenta un’unità da 8 pollici (200mm) con cono in polipropilene caricato in fibra di carbonio e un tweeter da 1” (25mm) a cupola caricato a tromba, montati l’uno a fianco all’altro per una dispersione ottimale e una controllata risposta fuori asse. Il cabinet (la scocca è in acciaio) è dotato di aperture per aumentare la performance alle basse frequenze e il sistema di montaggio a 5 punti agevola installazioni rapide in sicurezza.


A COLLOQUIO CON ALESSANDRO CASTELLANETA – ACUSON

Alessandro Castellaneta

Ad accompagnarci nelle sale del Museo Lavazza è stato Alessandro Castellaneta, Project Manager di Acuson, che ci ha illustrato le tappe ed i risvolti di un lavoro di installazione fuori dal comune, per dare vita ad uno dei musei più avveniristici presenti sul territorio italiano

System Integrator Magazine – Basta compiere pochi passi nella prima sala del museo per pensare che voi di Acuson siete stati chiamati a svolgere un lavoro davvero particolare. È andata veramente così?
Alessandro Castellaneta – In effetti si tratta di un museo altamente tecnologico, estremamente tecnologico, e il visitatore se ne rende subito conto visto che la sua chiave d’accesso per avviare i contenuti audiovideo delle varie postazioni è rappresentata da una tazzina interattiva, un’idea tanto originale quanto geniale visto che stiamo parlando di Lavazza. In pratica, basta appoggiare la tazzina interattiva sulle varie superfici dedicate presenti nelle sale per far partire un’esperienza cognitiva.

S.I.M. – In quest’ambito che tipo di intervento avete compiuto per venire incontro alle richieste ad alto contenuto tecnologico da parte del committente?
A.C. – Noi di Acuson ci siamo occupati del reperimento e dell’installazione dei componenti audio e video che, mi creda, sono davvero moltissimi e variegati. Componenti che data la natura totalmente interattiva del museo debbono essere gestiti e coordinati da software specifici, per una realizzazione d’insieme che è stata tanto impegnativa quanto stimolante.

S.I.M. – Per la parte audio quali componen- ti si sono resi necessari per l’installazione?
A.C. – Innanzitutto si è effettuato uno studio dedicato per cercare di ridurre l’inquinamento acustico in un ambiente problematico come quello di un museo, consentendo così al visitatore la corretta fruizione sonora in ogni postazione. Nella maggior parte dei casi sono stati installati dei diffusori a scomparsa, di vario taglio a seconda delle caratteristiche delle varie postazioni interattive. Si trattava, infatti, di “nasconderli” nelle superfici superiori piuttosto che nelle pareti, ma anche di posizionarli in modo particolare, come nel caso di una poltrona “parlante” che racconta al visitatore che ci si accomoda un pezzo di storia della Lavazza… Poi, naturalmente, c’è stato l’intervento a monte con la messa in opera delle varie sezioni di amplificazione al servizio delle postazioni museali.

S.I.M. – Per rispondere a queste esigenze vi siete affidati ad un vostro distributore di fiducia, Audiosales. Quali prodotti vi ha fornito?
A.C. – Per quanto riguarda i diffusori ad incasso si è deciso di optare per i prodotti di Martin Audio che con la sua articolata serie Ceiling è stata perfettamente in grado di coprire tutte le nostre esigenze. Per l’amplificazione la scelta è ricaduta sui componenti realizzati da un’azienda italiana quale Powersoft. I numerosi amplificatori a quattro canali che abbiamo utilizzato hanno il pregio di coniugare la qualità alla versatilità, grazie anche alla loro compatibilità con il protocollo di rete Dante.

 

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