Automazione di Classe. L’intera storia d’Italia esposta in un museo automatizzato

Automazione di Classe. L’intera storia d’Italia esposta in un museo automatizzato

Un ex stabilimento industriale situato a Classe (RA), non lontano dalla basilica di Sant’Apollinare, ospita Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio. Nei 2600 metri quadri di spazio espositivo è concentrata praticamente tutta la storia d’Italia. Con il supporto di un evoluto sistema di automazione, illuminazione e distribuzione di contenuti multimediali


Distribuzione audio/video, automazione, controllo illuminazione… per il Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio


Una ricostruzione in scala del complesso monastico di San Severo, con il refettorio in evidenza. L’immagine proiettata sullo sfondo fa da didascalia e recita così: «Il refettorio, dove i monaci mangiavano insieme».

Chissà perché la parola museo è spesso utilizzata come sinonimo di vecchio, superato, stantio. «Quella è roba da museo», si dice nel linguaggio comune. Eppure i musei possono essere luoghi estremamente vivaci, dinamici, vitali. I musei raccontano la storia, e la storia è un flusso in perenne movimento e divenire, l’esatto contrario della staticità.

Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio è una dimostrazione molto convincente che quanto stiamo dicendo è vero. L’archeologo Giuseppe Sassatelli, presidente della Fondazione RavennAntica, ne parla come dello «straordinario racconto di una città attraverso i suoi snodi principali, dalle origini etruscoumbre all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto medioevo». Il materiale archeologico esposto, prosegue Sassatelli, «viene proposto in un’ottica unitaria ed è supportato da moderni ausili tecnologici».

COM’È STRUTTURATO IL SISTEMA DI AUTOMAZIONE

Gli ausili tecnologici di cui parla il presidente sono organizzati in un sistema di automazione, controllo luci e distribuzione audio video capillare e nello stesso tempo discreto, non invasivo, concepito per ridurre al minimo l’impatto estetico e il contrasto tra hi-tech e vestigia classiche. Il progetto è stato gestito dalla FAAR di Gianluigi Fiorella, una società di Torremaggiore (FG) che si occupa di conservazione e restauro di opere d’arte nonché di allestimenti fieristici e museali di alto livello.

La FAAR ha affidato la progettazione e la realizzazione dell’impianto di automazione a MediaIntegra, azienda bolognese certificata KNX e specializzata nella programmazione di sistemi AMX, Crestron e RTI (vedi box). I componenti sono stati forniti da Comm-Tec S.r.l. e da Prase Media Technologies S.p.A. L’impianto installato nel Classis Ravenna vede schierati 22 BrightSign HD223, media player Full HD capaci di pilotare video wall di qualsiasi forma e dimensione.

I BrightSign sono collegati a 19 display LG di dimensioni comprese tra i 22 e i 65 pollici e a 7 videoproiettori Epson che provvedono alla visualizzazione dei contenuti multimediali. La sezione di controllo e supervisione è costituita da una centralina RTI XP-8V, dotata di 8 porte RS-232 bidirezionali, 8 relè programmabili, 8 porte I/O multiuso e altrettanti ingressi per sensori, e da un RTI KX7, touch screen da 7” con videocamera, microfono e altoparlanti integrati, porta Ethernet per il collegamento a telecamere di sicurezza IP e ingressi analogici per la visualizzazione di video con risoluzione massima di 576p.

L’impianto di illuminazione consta di 10 ballast controller DALI, un modulo gateway programmabile, un’interfaccia/ docking base, uno switch a 6 porte, due alimentatori da 2,4 ampère e un touch screen Enviro da 4,3”, tutti di produzione HDL. Non manca il sistema audio, composto da una matrice/mixer 12 in/8 out Tesira Forte, 5 amplificatori Apart, 16 diffusori ad alta direttività SoundTube e 30 speaker in-ceiling di produzione Tannoy.

Nel museo Classis Ravenna è possibile ammirare una quantità di reperti archeologici di ogni tipo: oggetti di valore, opere d’arte come statue e mosaici, oggetti in uso nella vita quotidiana come anfore, ceramiche e monete…

PROCEDURE DI CONTROLLO E SUPERVISIONE SEMPLIFICATE

La centralina e il touch screen RTI sono utilizzati per la supervisione del sistema audio video. La programmazione è semplificata al massimo, così da consentire un’agevole gestione anche al personale del museo meno ferrato in automazione degli edifici. Per attivare l’intero sistema, accendere display e proiettori e far partire i contenuti video sincronizzati, per esempio, è sufficiente premere un solo pulsante sul touch screen RTI KX7.

Una pagina di comandi avanzati, altro esempio, è riservata al controllo dei volumi e al riavvio dei contenuti in alcune aree del museo; un pulsante generale di chiusura spegne i display con i proiettori e inserisce il muting audio. I BrightSign HD223 sono programmati in modo specifico per ogni area del museo, così da garantire la riproduzione ciclica e sincronizzata dei contenuti. Controllati dal sistema di supervisione RTI attraverso comandi UDP (User Datagram Protocol), i BrightSign provvedono anche all’accensione e allo spegnimento dei display mediante comandi CEC (Consumer Electronics Control) inviati attraverso le porte HDMI. Il controllo luci è improntato alla medesima facilità e accessibilità: on/off, dimming e altre funzioni vengono gestiti attraverso comandi generali semplificati che compaiono sul touch screen HDL Enviro.

VISITATORI IN CAMMINO LUNGO LA LINEA DEL TEMPO

Alcune anfore testimoniano lo stretto rapporto di Ravenna con il mare: sin dalle origini la città è stata un importante snodo di traffici, scambi e relazioni, fino a diventare, in età tardo antica, uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo.

Il museo è organizzato secondo una linea del tempo che guida il visitatore nella lunga, complessa, avvincente storia di Ravenna e del suo territorio. Da questa dorsale temporale, se possiamo chiamarla così, si diramano approfondimenti tematici che riguardano i molteplici aspetti della città, come la sua vocazione artistica e spirituale, la variegata etnicità, il rapporto con il mare e, ultima ma non meno importante, l’inclinazione per l’attività commerciale e industriale.

Nel museo, che ha sede nell’ex zuccherificio di Classe, si trovano modelli in scala del complesso monastico di San Severo, dedicato all’omonimo vescovo di Ravenna. Il complesso ha una storia antichissima, che risale a una villa di epoca romana sulla quale, alla fine del VI secolo, venne costruita una grande basilica dedicata a Severo; alla basilica, in seguito, sarà affiancato un monastero benedettino che poi, nei secoli a venire, passerà all’ordine cistercense. Lungo il suo viaggio spaziotemporale il visitatore può ammirare una quantità di reperti archeologici che, secondo i curatori del museo, vanno considerati come un vero e proprio «perno della narrazione»: può trattarsi di singoli oggetti di particolare valore, di opere d’arte come statue e mosaici, di reperti della vita quotidiana quali anfore, ceramiche e monete, oppure di intere famiglie di oggetti come quelli rinvenuti negli ultimi scavi del porto di Classe.

Anche l’ex zuccherificio di Classe che ospita il museo è archeologia, di carattere industriale, certo, ma pur sempre archeologia. Nei primi decenni del secolo scorso vi lavoravano circa 600 operai impegnati nella trasformazione della barbabietola da zucchero; il prodotto finito veniva distribuito in Italia e in buona parte dell’Europa, ma poi iniziò un lento e inesorabile declino che culminò nel 1982 con la chiusura dello stabilimento. Una sala del museo è interamente dedicata alla storia dell’ex zuccherificio. A raccontarla ci sono foto d’epoca, contributi audio video, testimonianze di persone che hanno lavorato nello stabilimento. Ancora dell’idea che i musei siano luoghi polverosi, statici, lontani dal dinamismo della vita?


IL MUSEO CHE CUSTODISCE TUTTA LA STORIA D’ITALIA

La scalinata d’accesso all’ex zuccherificio che ospita Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio: costruito fra il 1899 e il 1900, e oggi completamente ristrutturato, l’ex complesso industriale sorge a poca distanza dalla basilica di Sant’Apollinare in Classe

Una sorta di diorama. Il Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio può essere paragonato a quelle ambientazioni in scala ridotta che ricreano scenari di diverso genere, dal paesaggio preistorico ai campi di battaglia di storici conflitti. Solo che in questo caso la scala ridotta non è quella delle dimensioni, che anzi sono ragguardevoli: Classis Ravenna ha un’area espositiva di 2600 m2 circondata da un parco, sempre aperto al pubblico, di un ettaro e mezzo; il museo ha sede nell’ex zuccherificio di Classe, la frazione del comune di Ravenna nota per la basilica di Sant’Apollinare e per il porto che, in epoca romana, ospitava navi della marina militare. La scala ridotta, dicevamo, è quella del tempo, dei tempi. Il visitatore di Classis Ravenna ha la possibilità di ripercorrere, nel volgere di una giornata al massimo, un arco cronologico lunghissimo che va da molti secoli prima di Cristo, passa per l’epoca romana, attraversa il regno degli ostrogoti e l’esarcato bizantino per arrivare fino ai nostri giorni. Non a caso lo storico Arnaldo Momigliano ebbe a dichiarare: «Quando voglio capire la storia d’Italia prendo un treno e vado a Ravenna».


I PROTAGONISTI DELL’INSTALLAZIONE

Le aziende che hanno realizzato l’integrazione tecnologica nel museo Classis Ravenna:
Comm-Tec S.r.l. 
www.comm-tec.it

Prase Media Technologies S.p.A.
www.prase.it

FAAR di Gianluigi Fiorella
Torremaggiore (FG)

MediaIntegra di Simone Ghermandi
www.mediaintegra.it


MEDIAINTEGRA, I DIVULGATORI DELL’AUTOMAZIONE

Ogni azienda che si rispetti deve mantenersi fedele alla propria vocazione, o – per usare un termine in voga – alla sua “mission”. MediaIntegra non fa eccezione: fondata nel 2009 da Simone Ghermandi, un system integrator con quasi trent’anni di esperienza alle spalle, la società bolognese che ha automatizzato il museo Classis Ravenna si propone di «rendere più facile l’uso della tecnologia».

Potremmo in un certo senso dire che MediaIntegra svolge un prezioso lavoro di divulgazione della domotica e dell’automazione, discipline ancora oggi – e forse per sempre – ostiche, precluse ai più: l’azienda di Ghermandi cerca di renderle accessibili a tutti, o quantomeno al maggior numero possibile di persone. Impegnata soprattutto nei settori professionale e residenziale, nel corso della propria attività MediaIntegra ha realizzato oltre 100 sistemi che hanno visto coinvolti più di 50 partner.

Certificata KNX, l’azienda è specializzata nella programmazione di sistemi AMX, Crestron e RTI. MediaIntegra opera anche come “ghost player” per importanti società del settore multimediale e fa parte di Alliance 15p, un consorzio di specialisti attivo nei settori più diversi, dalla realizzazione di sistemi audio video professionali al trattamento acustico delle sale, dalle smart home al lighting design, dal controllo luci all’home cinema.


L’ELENCO COMPONENTI

Il sistema di automazione, controllo luci e distribuzione audio video del museo Classis Ravenna è costituito dai seguenti componenti:

SEZIONE MULTIMEDIALE

Player
22 x BrightSign HD223

Display
10 x LG 22SM3B
4 x LG 49LV640S
3 x LG 47LV35A
1 x LG 65SE3KD
1 x LG 55LV640S

Videoproiettori
3 x Epson EB-990U
2 x Epson EB-L1100U
2 x Epson EB-Z11000W

SEZIONE CONTROLLO E SUPERVISIONE

1 x RTI XP-8V (centralina)
1 x RTI KX7 (touch screen da 7”)

SEZIONE CONTROLLO LUCI

10 x HDL-MC64-DALI.431 (ballast controller DALI)
1 x HDL-MBUS01IP.431 (modulo gateway programmabile)
1 x HDL-MPLPI.46-A (interfaccia panel power/docking base)
1 x HDL-MBR06.431 (switch a 6 porte)
2 x HDL-MS2400.232  (moduli power supply da 2400 mA)
1 x HDL-MPTLC43.46-A (touch screen da 4,3” serie Enviro)

SEZIONE AUDIO

1 x Tesira Forte DAN AI (matrice/mixer 12 in/8 out Dante-compatibile)
5 x amplificatori Apart
16 x SoundTube FP6020-II (diffusori semisferici ad alta direttività)
30 x Tannoy CMS 503DCBM (diffusori in-ceiling)

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