Risparmio energetico. Industria a misura d’uomo

Risparmio energetico. Industria a misura d’uomo

Un edificio che rispetta la cultura del luogo in cui è immerso e della committenza, un progetto che mette al centro l’uomo e il benessere di chi deve lavorare in uno spazio: la nuova sede del Gruppo Pittini è la sintesi di un’esperienza

Un edificio sobrio e rigoroso che prima di tutto assolve a funzioni concrete e necessarie. La nuova sede del Gruppo Pittini – azienda siderurgica che produce circa 2 tonnellate l’anno di acciaio – è un progetto importante, fatto per una famiglia di imprenditori friulani fortemente legata al territorio e consapevole che il vero valore di un’azienda sono i suoi collaboratori e, quindi, il loro benessere. La nuova sede, nata dalla matita di Massimo Roj, amministratore delegato di Progetto CMR, e realizzata sotto la direzione lavori dello stesso committente utilizzando 530 tonnellate di acciaio Pittini, esprime al meglio il DNA aziendale. È infatti ispirata alle cataste di billette, il principale semilavorato Pittini ottenuto dalla fusione dei rottami.

“L’intero edificio – spiega Massimo Roj – è stato progettato per garantire il massimo del comfort dal punto di vista dell’organizzazione degli spazi e della funzionalità, dell’illuminazione, della temperatura, dell’acustica e della qualità dell’aria. Il risultato è un ambiente in cui vivere e lavorare meglio”.

Al centro dell’idea progettauale ci sono proprio i valori e l’esperienza della famiglia Pittini e le necessità aziendali. L’obiettivo di Pittini è quello di realizzare prodotti in acciaio a basso tenore di carbonio, di elevata qualità e nel rispetto dell’ambiente. Per questo il Gruppo si adopera nel contenimento delle emissioni, nell’uso razionale delle risorse, nella gestione sostenibile degli impianti e nel loro corretto inserimento nel territorio.

“Non esiste un progetto uguale all’altro perché i clienti hanno esigenze diverse – continua l’architetto Roj – questa è la logica alla base della progettazione integrata di Progetto CMR, con lo scopo di realizzare architetture che forniscano risposte concrete alle necessità dalla committenza. È quanto accaduto anche in questo caso; il progetto è nato da un dialogo costante e da un passaggio continuo di input tra committente, federico Pittini, e architetto che hanno dato luogo a un edificio funzionale, flessibile, efficiente ed ecosostenibile”.

SICUREZZA E BENESSERE INDOOR

5.100 mq di superficie totale, 4.100 mc di calcestruzzo, 530.000 kg di acciaio Pittini: l’edificio è caratterizzato da una pianta a “T” che si sviluppa su di un’area di 10.000 mq. Composto da 4 piani fuori terra e da uno seminterrato, la sede del Gruppo si snoda attorno ad un corpo centrale che smista le diverse funzioni.

“L’edificio sorge in una zona fortemente sismica – prosegue Massimo Roj – per assicurare che potesse continuare ad essere agibile, garantendone la continuità operativa anche in caso di eventi tellurici estremi, la struttura è stata posizionata su isolatori sismici a pendolo. Questa tecnologia, ancora poco utilizzata in Italia e uno dei primi esempi nel terziario in Friuli Venezia Giulia, rappresentava il massimo in materia di sicurezza antisismica disponibile al momento della realizzazione”.

Per il Gruppo Pittini, cambiare sede ha comportato soprattutto un profondo mutamento nella metodologia del lavoro; dalla preponderanza di uffici chiusi condivisi tra pochi colleghi al lavoro in spazi aperti, più dinamici e stimolanti, affiancati da sale riunione di diverse dimensioni che garantiscono la privacy, quando necessaria, e opportunità di riunione e lavori di gruppo. Le pareti che delimitano questi spazi sono rivestite con materiali fonoassorbenti per rendere gli ambienti il più silenziosi possibile.

LE SOLUZIONI IMPIANTISTICHE

Come è stato possibile garantire benessere e comfort indoor e, allo stesso tempo, minimizzare l’uso di risorse? “L’acciaieria – spiega l’architetto – nel suo ciclo di lavorazione fornisce un’enorme quantità di calore. Questa energia è stata veicolata all’interno della nuova struttura per ottenere il riscaldamento degli ambienti durante il periodo invernale e per la deumidificazione in quello estivo. Questo sistema, assolutamente ecocompatibile e a costo zero, è sempre disponibile quando l’acciaieria è in funzione, ovvero 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Durante le uniche due interruzioni annuali, indispensabili per eseguire le manutenzioni agli impianti, per condizionare l’edificio entrano in funzione due gruppi polivalenti, capaci cioè di produrre simultaneamente sia acqua calda che fredda. I gruppi sono condensati ad acqua di pozzo, già presente per le attività produttive. Lo stesso sistema a pompa di calore assicura il raffrescamento estivo dell’edificio”.

Inoltre, per un corretto ricambio dell’aria, il sistema di ventilazione meccanico garantisce un completo rinnovo ogni trenta minuti; a corredo dello stesso è stata installata una macchina monoblocco capace di recuperare fino al novanta per cento di entalpia dell’aria espulsa. L’intero edificio è gestito attraverso un impianto di controllo BMS (Building Management System) che controlla il funzionamento di impianti e apparecchiature al completo, limitando gli sprechi e garantendo i corretti valori di comfort.

Ogni singolo ambiente è stato, poi, dotato di un dispositivo di controllo autonomo capace di regolare la temperatura. A coadiuvare il funzionamento dei soffitti radianti, è stato previsto un impianto a travi fredde, ossia un sistema di condizionamento a induzione che serve a preservare le corrette condizioni di temperatura e umidità.

UNA STRUTTURA EFFICIENTE

L’involucro edilizio, costituito da finestre a nastro performanti, ha consentito di sfruttare al meglio il sistema radiante. Ma la struttura offre ottime performance anche dal punto di vista acustico: la coibentazione dai suoni esterni, le pareti interne in buona parte rivestite con materiali fonoassorbenti e l’assenza di ventole o motori per il condizionamento, hanno consentito di ottenere spazi molto silenziosi, idonei alla concentrazione.

Anche l’impianto di illuminazione è stato progettato in modo smart: il sistema di light control regola, infatti, il flusso luminoso in relazione all’effettiva necessità di illuminamento, garantendo al contempo la corretta quantità e qualità di luce agli ambienti e un importante risparmio energetico.

“L’attenzione per i propri collaboratori e per il territorio sono gli elementi fondanti di questo progetto – conclude Massimo Roj – che, attraverso un disegno innovativo, ha permesso di ottenere il massimo confort in perfetta armonia con l’ambiente circostante. Questo risultato è stato possibile grazie ad un attento studio basato sulla comprensione degli elementi ambientali caratterizzanti e, di conseguenza, il migliore sfruttamento possibile delle risorse energetiche a disposizione”.