Il potere trasformativo del videomapping

Il potere trasformativo del videomapping

VIDEOMAPPING • Una selezione dei migliori hardware e software
Modificare l’aspetto degli edifici mediante la videoproiezione


Con la tecnica del videomapping è possibile modificare e decorare palazzi, chiese e monumenti, illuminare arredare ambienti indoor, diffondere contenuti multimediali e comunicati commerciali, allestire mostre virtuali ed eventi live, realizzare cartografie 3D e animazioni per musei, planetari e parchi a tema… Insomma, le applicazioni di questa vivacissima branca dell’AV sono praticamente infinite

Al di là dell’aspetto puramente tecnologico, il videomapping rappresenta il punto di incontro tra due elementi naturali che sono un po’ uno l’opposto dell’altro: da una parte la luce, incorporea, cangiante, rapidissima; dall’altra la pietra, solida, pesante, immobile.  

Con il termine videomapping, lo ricordiamo brevemente, si intende quella tecnica che consente di proiettare immagini, video, testi e figure su palazzi storici o moderni, chiese, monumenti, muri e pareti allo scopo di decorarli e modificarne l’aspetto.

Da questa prima e parziale definizione si potrebbe dedurre che il videomapping non sia altro che un trattamento da parati in versione hi-tech, un modo rapido e inodore per fare il maquillage a un edificio o a una casa. Non è così. Il videomapping produce risultati che vanno ben al di là di quelli ottenibili con semplici trattamenti di superficie.

Forse è proprio la grande diversità e distanza tra luce e pietra a produrre un’interazione materica che genera cambiamenti sorprendenti sia nell’uno sia nell’altro elemento: la luce acquista parte della consistenza e della solidità della pietra, mentre quest’ultima guadagna in leggerezza, mutevolezza e varietà cromatica.

Uno spettacolare esempio di luce che si trasforma in pietra, se così si può dire, è rappresentato dal videomapping realizzato dalla francese Cosmo AV al Bolshoi di Mosca, dove colonne a torciglione e fasce intrecciate si materializzano sulla facciata dello storico teatro modificandone l’aspetto in modo sorprendente.

Ma il videomapping non è solo illuminare e decorare monumenti e facciate di palazzi. Questa tecnica, come vedremo nel servizio, può anche essere applicata in ambienti indoor e su piccole superfici per arredare e illuminare interni domestici o pubblici, proiettare grafiche fisse o in movimento, realizzare plastici virtuali in mostre ed esposizioni, eccetera. 

Un’altra opera creata con Watchout: si tratta della mappatura della chiesa di San Juan Bautista a Coyoacan realizzata in occasione del Latin American Projection Mapping Challenge del 2017; insieme al software Dataton sono stati utilizzati sette videoproiettori Epson L25000U.

M-FRAME, QUANDO IL SOFTWARE DIVENTA SISTEMA

Videomapping, dunque, è un termine e un concetto che presenta una rosa di significati molto ampia.

Quanto possa essere ampia lo dimostra m-frame (scritto rigorosamente con la “m” minuscola), un software creato da Media&tech, azienda veronese specializzata nello sviluppo di programmi e di hardware per applicazioni multimediali e interattive.

Media&tech installa m-frame su diversi dispositivi hardware, ciò che le consente di offrire prodotti estremamente versatili.

Questi dispositivi sono dotati di numerosi in/out HDMI che permettono di pilotare in simultanea più dispositivi di visualizzazione, come proiettori, video wall e LED wall.

I device Media&tech dispongono inoltre di …  [scarica il pdf e continua a leggere]