Il suono in cassaforte

Il suono in cassaforte

Distribuire musica all’interno di ristoranti, pub, negozi e altri locali pubblici non è un’impresa facile. Non basta garantire qualità sonora e un adeguato SPL. Bisogna anche fare in modo che gestori e clienti non modifichino accidentalmente setting e playlist, che lo streaming non si interrompa sul più bello, che il Wi-Fi non interferisca… Per questo occorrono dispositivi a tutta prova, blindati, inviolabili. Come i Bluesound Professional, la cui distribuzione è stata in questi giorni acquisita da Prase Media Technologies


DISTRIBUZIONE AUDIO • Prase distribuisce la gamma Bluesound Brofessional
COSTRUTTORE Bluesound – Canada
DISTRIBUTORE Prase Media Technologies S.p.A. – Tel. 0421/571411 – www.prase.it


I Bluesound Professional possiedono ciò che la gestalt definirebbe un “io” ben strutturato, un’identità saldamente costruita. È proprio questa forte personalità a consentire ai dispositivi del marchio canadese di operare in ambienti difficili e persino ostili senza perdersi. Ma procediamo con ordine. Bluesound Professional è una nuova divisione del Lenbrook Group of Companies, un grande distributore internazionale che ha in catalogo marchi come NAD Electronics e PSB Speakers. A curare il nuovo brand è stato chiamato – in qualità di vicepresidente e direttore generale – Graeme Harrison, un’autorità a livello mondiale in campo audio. Laureato in chimica e in marketing, Harrison vanta un’esperienza di circa 35 anni nel settore; ha lavorato per Biamp, di cui è stato vicepresidente esecutivo marketing, per Hill Audio, un produttore inglese di mixer e amplificatori, per Renkus-Heinz e per altri marchi. «Un veterano», così lo definisce il Lenbrook Group.

MUSICA PER SPAZI COMMERCIALI

L’ambito applicativo di Bluesound Professional è il cosiddetto “music for business”, quel settore che si occupa dello streaming audio e della distribuzione multi-zona all’interno di spazi commerciali quali ristoranti, bar, pub, punti vendita e simili. Operare in questi ambienti significa avere a che fare con gestori non sempre esperti di tecnologia, con clienti che toccano tutto e spargono birra ovunque, con il problema dell’SPL e delle fasce orarie… Per fronteggiare tutto questo i Bluesound Professional fanno affidamento su caratteristiche prestazionali e costruttive altamente professionali: ingressi e uscite bilanciati su connettori Euroblock, telai rack 19”, alimentazione phantom per microfoni a condensatore, pannelli anteriori privi di pulsanti, interruttori e altri elementi di servizio per evitare manomissioni accidentali. E poi (quasi) niente Wi-Fi, perché il Wi-Fi può essere violato e non è sempre affidabilissimo nello streaming; i sistemi Bluesound Professional sono integralmente cablati: tutti i componenti, compreso lo switch di rete, sono collocati in solidi armadi rack. Ultima ma non meno importante – anzi importantissima, fondamentale – è la piattaforma BluOS, che consente ai Bluesound Professional di operare (vedi box). In questo senso il nuovo marchio si distingue da un altro brand distribuito da Prase, l’azienda che da circa un mese importa in Italia i prodotti Bluesound Professional: Sonos. Bluesound Professional e Sonos potrebbero essere visti come antagonisti. In realtà – ci ha spiegato Sofia Boer, Marketing & Comunicazione di Prase – i due marchi hanno personalità e caratteristiche alquanto diverse, non c’è il rischio che si facciano concorrenza: Sonos nasce per il residenziale e – in virtù dell’affidabilità dei suoi prodotti – viene poi adattato al professionale, mentre Bluesound Professional è professionale fin dal concepimento e nel profondo del suo DNA, creato com’è da una mente – quella di Graeme Harrison – «che pensa professionale».

GLI STREAMER DI RETE

Prase tratta esclusivamente i Bluesound Professional, che vanno ben distinti dai prodotti hi-fi e consumer Bluesound, benché la casa madre sia la stessa. La linea Professional consta di due streamer di rete denominati B100S e B400S, dell’amplificatore a 8 canali A860, dello streamer amplificato B160S, dei diffusori BSP125 e di due accessori di sicura utilità che sono il pannello di controllo CP100 e il telaio per montaggio rack RM160.

L’A860 è un finale da 8 x 50 watt su 8 ohm (4 x 120 watt in bridge) con chassis in formato rack 2U. La sezione di amplificazione, interamente curata da NAD, utilizza la tecnologia HybridDigital, una sorta di classe D ancora più efficiente; il poco calore dissipato viene smaltito da ventole a controllo termostatico.

Il pannello posteriore dell’amplificatore A860: si noti l’uso abbondante di connettori Euroblock, ideali per le installazioni fisse in armadi rack. Nella parte sinistra si riconoscono gli in/out Global, gestiti attraverso i deviatori local/global in dotazione a ciascuna delle quattro zone.

Descriveremo ora tutti gli elementi della linea Bluesound Professional, a partire dalle sorgenti di segnale (gli streamer) per arrivare ai diffusori e agli accessori. Dotato di uno chassis da 1/3 rack, il B100S è un lettore di rete basato – come del resto tutti gli altri prodotti che vedremo – sulla piattaforma operativa BluOS di Bluesound Professional. Questo gli consente di riprodurre e distribuire contenuti provenienti dalla rete locale o da servizi di streaming quali Spotify, Tidal, Qobuz, SoundMachine, nonché dalle emittenti Internet TuneIn e iHeart Radio. Sul pannello posteriore del B100S trovano posto una presa LAN, un’uscita digitale coassiale e una ottica, un line out stereo bilanciato, un’altra uscita bilanciata per il subwoofer gestibile via software, un ingresso stereo bilanciato con selettore mic/linea e interruttore per l’alimentazione phantom. Riguardo a quest’ultimo ingresso, Matteo Trevisan – R&D Engineer di Prase – ci ha detto di volerne testare quanto prima la latenza al fine di valutare un possibile utilizzo del microfono per annunci e comunicati da diffondere su network. La dotazione di servizio comprende inoltre una USB per la condivisione dei contenuti provenienti da HD o chiavette, una porta servizi con annesso switch, un ingresso trigger e un input IR per il controllo remoto e la programmazione del telecomando. Tutti gli in/out analogici, nonché gli ingressi trigger e IR, sono presenti unicamente su Euroblock; niente Cannon XLR, jack, RCA. Gli Euroblock sono i connettori ideali per le installazioni fisse cui i Bluesound Professional sono destinati. Il pannello frontale è essenziale, pulitissimo, privo di pulsanti o altri elementi di servizio: c’è solo un led di cui è possibile gestire via software luminosità e accensione/spegnimento. Equipaggiato con un DSP per l’equalizzazione e altri processi audio, il B100S supporta contenuti MQA (Master Quality Authenticated) e segnali audio con risoluzione fino a 192 kHz/24 bit; la gestione può essere effettuata tramite PC/ Mac, portatili iOS/Android o controller di terze parti. Il B400S non è altro che la versione a 4 zone del B100S appena descritto. Dotato di uno chassis rack da 1U, il B400S ha in comune a tutte le zone la porta LAN/USB, l’ingresso analogico mic/ line e l’ingresso digitale (solo ottico). Le uscite, invece, sono indipendenti: ciascuna zona dispone di output digitale ottico e coassiale e di un’uscita bilanciata su Euroblock. Tale struttura consente una flessibile gestione del sistema; le uscite ottiche/coassiali permettono di pilotare amplificatori digitali e consentono di utilizzare il B400S anche in ambito hi-fi.

Il B400S è la versione a 4 zone del B100S. Il pannello frontale è del tutto privo di interruttori, pulsanti o altri elementi di servizio, così da scongiurare il pericolo di manomissioni accidentali; c’è solo un led, la cui luminosità può essere dosata attraverso il software di gestione.

OTTO CANALI AD ALTA EFFICIENZA

Il segnale di streamer e altre sorgenti viene amplificato dall’A860, un finale di potenza da 8 x 50 watt su 8 ohm e 4 x 120 watt in bridge. I suoi 8 canali sono suddivisi in 4 zone indipendenti, ciascuna dotata di ingressi stereo bilanciati, controllo del gain, uscite di linea loop through per la condivisione del segnale o il link con altri amplificatori, selettori stereo/ bridge e local/global, uscite di potenza. Sono inoltre disponibili un ingresso e un’uscita linea denominati Global che vengono gestiti mediante i selettori local/ global: per ciascuna zona è possibile selezionare il segnale dell’ingresso locale oppure quello dell’ingresso generale; quest’ultimo può essere così distribuito a tutte le zone o ad alcune soltanto. L’A860 è un amplificatore molto potente, nel suo genere; di solito i finali multiroom non forniscono prestazioni di questo livello. Il segreto sta nella tecnologia HybridDigital utilizzata negli stadi finali, una sorta di classe D ancora più efficiente. Un’informazione interessante per gli audiofili: la sezione di amplificazione dell’A860 è curata interamente da NAD, marchio storico dell’hi-fi domestica; chi ha anche solo sentito nominare il leggendario 3020 sa di cosa stiamo parlando. La HybridDigital dissipa pochissimo calore; le ventole a controllo termostatico dell’A860 non faticano a smaltirlo.

Lo streamer amplificato B160S è dotato di uno chassis modulare concepito per il montaggio nel rack RM160, come si vede in quest’immagine: fino a sei B160S possono essere montati in un singolo rack, a costituire un sistema a 12 canali con 6 zone indipendenti.

LO STREAMER/ AMPLIFICATORE B160S

Il B160S è un dispositivo di confine, o – se preferite – ibrido: si tratta di un player di rete amplificato, identico al B100S per quel che riguarda lo streaming ma dotato anche di due uscite speaker da 2 x 60 watt su 8 ohm. Uno streamer amplificato, insomma, oppure un amplificatore con capacità di streaming; fate voi. La potenza è fornita da stadi HybridDigital identici a quelli dell’A860, con un consumo in standby inferiore ai 6 watt.

Il pannello posteriore del B160S, versione amplificata dello streamer B100S: si riconoscono l’uscita speaker (da 2 x 60 watt su 8 ohm), l’ingresso stereo bilanciato e l’uscita subwoofer (anch’essa bilanciata); i due dip-switch in basso a destra selezionano la sensibilità d’ingresso (mic/linea) e attivano l’alimentazione phantom.

Anche in questo caso sono disponibili, tra gli elementi di servizio, l’ingresso bilanciato mic/linea con alimentazione phantom e l’uscita subwoofer, sicché è possibile impostare configurazioni mono/stereo o 2.1 (con livello del sub regolabile indipendentemente). A differenza del B100S, il B160S ha uno chassis modulare pensato per il montaggio nel telaio rack RM160; fino a sei moduli B160S possono essere collocati in un singolo telaio, a formare un sistema a 12 canali con 6 zone indipendenti. L’RM160 sviluppa tre unità rack in altezza (3U), è ampio e spazioso così da garantire un’ottima circolazione dell’aria ed è dotato di passacavi posteriore per tenere in ordine il cablaggio; sono disponibili pannelli ciechi per la chiusura degli slot non utilizzati.

BSP125: WI-FI SÌ, MA CON CAUTELA

Sul pannello posteriore del diffusore BSP125 trovano posto una presa LAN per lo streaming di rete, due porte USB per la riproduzione di file archiviati su unità esterne e un ingresso analogico/digitale per il collegamento con sorgenti locali. Il BSP125 è l’unico componente Bluesound Professional dotato anche di Wi-Fi.

Lo speaker amplificato BSP125 ha un fratello quasi gemello appartenente alla linea Bluesound consumer. A differenza di quest’ultimo, il BSP125 – concepito per operare in ambito “music for business” – non ha i controlli sulla parte superiore, così da scongiurare manomissioni accidentali. Questo è l’unico componente Bluesound Professional dotato di connessione Wi-Fi. Anche qui, tuttavia, vi sono delle restrizioni: non c’è per esempio il supporto AirPlay, che potrebbe consentire l’accesso ai non autorizzati e la violazione dei contenuti. La qualifica di diffusore, in realtà, non rende giustizia al BSP125, che è (almeno) tre prodotti/ dispositivi in uno: uno streamer di rete con caratteristiche analoghe a quelle del B100S e del B160S, un amplificatore ad alta efficienza da 25 watt, uno speaker a 2 vie equipaggiato con woofer da 3,5” e tweeter da 1”. Il BSP125 può essere utilizzato da solo (stand alone), in coppia stereo con un altro diffusore o in sistemi BluOS costituiti da gruppi di BSP125 e altri player Bluesound Professional. Di dimensioni contenute, il diffusore è equipaggiato con un DSP che consente l’equalizzazione e altri processing del segnale; la risposta in frequenza si estende tra 45 Hz e 20 kHz (-10 dB). Il BSP125 è dotato di presa LAN per lo streaming via cavo, di due porte USB che accettano i file archiviati su unità esterne e di un ingresso analogico/ digitale per la riproduzione di sorgenti locali. Il diffusore può essere gestito attraverso PC o Mac, smartphone e tablet iOS/Android, controller di terze parti o per mezzo del tastierino CP100 (vedi box). Una staffa opzionale consente di montarlo a parete, con possibilità di inclinarlo di 40° e di ruotarlo di 360°.

Le elettroniche Bluesound Professional montate in un armadio rack. Dall’alto in basso si riconoscono: lo streamer a 4 zone B400S, l’ampli a 8 canali A860, uno streamer B100S e sei B160S.

BERSAGLIO CENTRATO

La mente lungimirante e acuta di Graeme Harrison ha di nuovo centrato il bersaglio. Bluesound Professional, l’ultima creatura del geniale manager, pur essendo giovanissima – praticamente neonata – è già matura, non ha bisogno di tempo per consolidarsi e strutturarsi. Non siamo indovini, ma non è difficile preconizzare un futuro splendido per questo marchio.


UN SOFTWARE TOTIPOTENTE

Matteo Trevisan, in videoconferenza, ci ha mostrato il funzionamento del software operativo BluOS, che è un po’ il cuore, anzi l’anima dei dispositivi e dei sistemi Bluesound Professional. Una volta collegati in rete i player, lo switch e il computer, il software riconosce automaticamente i dispositivi e ne aggiorna i firmware, per poi mostrare i player nella parte in basso a destra della schermata. Nella parte sinistra c’è la libreria locale, con i file e gli MP3 depositati nel computer. Trevisan ha illustrato la gestione di un B100S connesso a una chiavetta USB con diversi brani; la USB viene automaticamente messa a disposizione di tutti i player in rete, un po’ come avviene nel Party Mode di Sonos. Molto interessante la gestione di Spotify: mentre in Sonos la lista di ascolto viene importata nell’applicazione di sistema, il che può creare problemi perché le due applicazioni non dialogano tra loro, nel caso di Bluesound Professional si opera direttamente su Spotify, senza pericolo di conflitti o interazioni. BluOS offre ampie possibilità di manovra: è possibile inserire la sveglia e lo sleep time (fino a 90 minuti), ripristinare il default dei player, personalizzare le icone degli ingressi, equalizzare, regolare i gain di tutte le tracce insieme o indipendentemente, configurare i diffusori (sub sì/no), fissare il livello dell’SPL su un determinato valore o stabilire dei massimi e dei minimi. Quest’ultima funzionalità può rivelarsi molto utile, sul campo: pur non avendo propriamente valore legale, mette comunque al riparo da eccessi e sconfinamenti. E ancora: si può controllare il sistema Bluesound Professional tramite il telecomando del televisore, regolare la luminosità dei led per non infastidire i clienti del locale, fare il backup delle playlist, cambiare il nome della stanza di riferimento, controllare i dispositivi direttamente dalla pagina Web e gestire l’accesso utenti. Quest’ultima possibilità, assente in Sonos, consente di restringere l’accesso ai soli utenti in possesso delle credenziali necessarie: un’ulteriore misura a protezione del sistema e dell’integrità dei contenuti. Al momento sono disponibili solo due livelli di accesso (vedo tutto/non vedo niente), ma a breve sarà disponibile un aggiornamento con possibilità di accesso multilivello, utilissimo per i gestori di locali pubblici. BluOS, insomma, è un sistema operativo davvero potente. Anzi totipotente, dotato di sorprendenti capacità di differenziazione.


CP100, NON SOLO PRESET

Il CP100 è un piccolo, elegante touch panel che permette il controllo diretto dei componenti Bluesound Professional. Montato on-wall a filo parete, consente di richiamare, attraverso pulsanti numerati, fino a 5 preset. Ciascun preset può contenere una playlist, una sorgente di segnale, un dosaggio del volume, una configurazione particolare… Oltre al richiamo dei preset il CP100 permette di avviare/arrestare la sorgente, di mettere in pausa la riproduzione, di regolare il volume di zona, eccetera; più pannelli possono essere utilizzati in una stessa zona. Curatissimo il design: colore nero lucido, frontale in vetro, comandi touch retroilluminati, spigoli smussati. Progettato per il montaggio in una grande varietà di back- box, il CP100 è alimentato via Ethernet (PoE) attraverso l’RJ-45 del pannello posteriore. Anche questo touch panel, come gli altri componenti Bluesound Professional, ha i suoi sistemi di difesa: i controlli possono essere inibiti per proteggere il sistema da usi non intenzionali o non autorizzati.