Expo | ISE 2020. K-array, lo spazio e il suono

Tutti i prodotti di K-array hanno una caratteristica comune: la forte compressione dello spazio occupato in rapporto alle elevate prestazioni.  Se questo è un plus in applicazioni residenziali  lo è ancora di più in quelle professionali  e commerciali, dove ingombri e peso sono  da calibrare perfettamente

I diffusori e i prodotti in genere di K-array si riconoscono al primo sguardo: compatti e quindi leggeri, ma soprattutto tendono alla configurazione array così da tenere fede al nome stesso dell’azienda. In realtà K-array ha saputo sviluppare anche una linea di microfoni con gli stessi principi di base, quella denominata Capture lanciata nel 2007, che ora vede l’ingresso del nuovo prodotto top di gamma: il KMC50 di tipo cardioide che affianca i KMC20, KMC20V, KMC20H.

Da questi riprende molto della tecnologia di base e della struttura, variando alcuni elementi tecnici, primo tra tutti il numero dei microfoni che passa da 8×4 mm dei modelli inferiori ai 16×6 mm del nuovo modello. Alla base del progetto il PAT (Pure Array Technology) con l’allineamento dei trasduttori collocati a distanza ravvicinata tra di loro. Può essere utilizzato in orizzontale o verticale, può essere agganciato fino a quattro unità per realizzare, quindi, due metri di superficie grazie ai tanti accessori dedicati disponibili; in questo caso è richiesto un preamplificatore esterno con alimentazione da 500 mA.

La struttura del KMC50 è ricavata da una barra di alluminio pieno da 10×10 mm, finitura opaca con bagno galvanico in rutenio ultra-black. Risposta in frequenza dichiarata da 55 a 22.000 Hz, con una sensibilità di -32 dB (1kHz @ 94 dB SPL), massimo SPL gestibile di 110 dB, rapporto segnale rumore di 57 dB, alimentazione phantom 36-52 Vdc. Considerate le prestazioni e le caratteristiche tecniche abbinate alle dimensioni particolarmente ridotte, il campo di utilizzo del KMC50 è particolarmente ampio e diversificato: studi di registrazione, emittenti radio e TV, impianti sportivi, meeting room, chiese e luoghi di preghiera, teatri, auditori e sale da concerto.

Dimensioni compatte, con larghezza ridottissima e lunghezza più sviluppata: le stesse proporzioni dei diffusori come, tra gli altri, Vyper e Cobra. Il primo è disponibile in versione KV-52 e KV-25, ancora telaio molto stretto e lungo realizzato con una barra di alluminio un cui sono installati piccoli full-range da 25 mm: nel modello maggiore sono 8 per ogni diffusore, 4 nel secondo, con un SPL massimo rispettivamente di 114 e 108 dB.

Poco più corposo il telaio dei Kobra, ma ancora ampiamente poco invasivi visivamente e nello spazio occupato. Anche qui due modelli nella linea e anche qui la differenza tra i due è il numero dello stesso driver utilizzato. Nel più grande KK102 sono 16 gli speaker da 50 mm inseriti nel telaio, in alluminio da 1 metro di altezza e 59 mm di larghezza, per un SPL di picco di 126 dB. Nel più piccolo KK52 gli altoparlanti sono 8, il telaio misura mezzo metro di altezza, per un SPL di picco di 120 dB.