Bud Spencer sotto le luci

Bud Spencer sotto le luci

Carlo Pedersoli e il suo personaggio più noto sono patrimonio del cinema italiano, un’eredità culturale forte e ben presente nella memoria di tanti. Per tre mesi Bud Spencer è di nuovo sotto i riflettori per farci tornare indietro negli anni


DIGITAL SIGNAGE • BrightSign per le immagini di Bud Spencer in mostra a Napoli
INFO Comm-Tec – Tel.0546 622080 – www.comm-tec.it


Napoli ritrova Carlo Pedersoli e il suo personaggio Bud Spencer (ma non solo questo) fino all’8 dicembre: a lui è dedicata la mostra multimediale “Bud Spencer” che si sta tenendo dal 13 settembre negli spazi della Sala Dorica di Palazzo Reale. Napoli è la città che ha visto nascere Carlo Pedersoli 90 anni fa, città che l’attore ha sempre amato nonostante una vita vissuta in giro per il mondo e in buona parte a Roma. Un evento curato da Umberto Croppi, co-prodotta da Equa e Istituto Luce-Cinecittà con il supporto di SIAE e la collaborazione diretta della famiglia con la moglie Maria Amato e i figli Giuseppe, Cristiana e Diamante Pedersoli.

Sei media player e VPR sincronizzati per simulare l’effetto di una piscina sulle pareti e il pavimento di questa sala: Carlo Pedersoli ha conquistato record come nuotatore nella sua versione di sportivo.

La tovaglia di un tavolo
apparecchiato, al centro di una delle sale, usato come vero e proprio telo di proiezione per far scorrere immagini e video ripresi dai vari film di Carlo Pedersoli.

L’esposizione, con la voce narrante dello stesso attore, è un viaggio nel mondo di Bud Spencer, con impianti multimediali, videomapping, proiezioni su pannelli, oggetti di scena, premi italiani ed internazionali ricevuti sia come artista che come sportivo, articoli di giornali di tutto il mondo, poster, manifesti di film, bozzetti originali, foto pubbliche e private, gadget e tante altre testimonianze dell’eclettismo dell’attore. Il progetto dell’allestimento e le video installazioni sono a cura di Art Media Studio di Firenze mentre il supporto tecnico arriva da DeSaTech di Roma.

Per Art Media Studio è l’architetto Vincenzo Capalbo che ha tenuto direttamente con la famiglia i contatti per ricavare le informazioni personali sulla vita pubblica e personale dell’attore che sono state tramutate direttamente in storie raccontate e presentate visivamente durante l’evento. Capalbo ci racconta emozionato come sia stato elevato e profondo il supporto della famiglia, che ha messo a disposizione foto, documenti, ritagli di giornali, testi, fotografie di Carlo Pedersoli come uomo e come professionista; delle lunghe chiacchierate con la moglie e i figli che hanno raccontato e si sono raccontati in modo diretto e senza filtri.

L’emozione di Capalbo nel trasformare a sua volte tutte queste informazioni in elementi visivi che il pubblico dell’esposizione ha potuto toccare, leggere, guardare e vedere spesso per la prima volta. Un vero e proprio diario di una lunga carriera diventato multimediale per essere apprezzato con la vista, il tatto e l’udito durante i tre mesi dell’evento. Il supporto tecnico arriva da DeSaTech, con Roberto Miccinilli che ci spiega i motivi della scelta di BrightSign come fornitore per i media player utilizzati per la riproduzione delle immagini nelle sale della mostra.

Sostanzialmente, dice Miccinilli, la scelta è andata al modello HD224 di BrightSign per la sua affidabilità, semplicità di utilizzo ma allo stesso tempo per le funzioni e le caratteristiche avanzate. Lo definisce letteralmente un “carro armato” per la sua capacità di lavorare senza problemi 24/7, senza avere necessità di grossa manutenzione e di supporto tecnico continuato da parte dell’installatore. “A differenza di altri prodotti simili”, continua a raccontare Miccinilli, “dove consegniamo un vero e proprio fascicolo con le indicazioni per l’accensione e lo spegnimento della macchina ai nostri clienti, qui abbiamo dovuto mostrare il solo tasto power e poco più, tutto molto semplice e veloce”.

La stessa affidabilità e semplicità d’uso anche per l’Optoma ZU660E, il videoproiettore selezionato per fare da partner al player di BrightSign. In tutte le sale dell’esposizione sono state installate circa 15 postazioni formate dalla coppia del lettore HD224 e il VPR ZU660E.

UN RUOLO DA PROTAGONISTA

BrightSign è il caso più evidente di come una forte specializzazione, quando ben realizzata, può portare alla leadership di qualsiasi settore commerciale. Il core business dell’azienda è il multimedia player, realizzato con diverse possibilità d’utilizzo ma sempre fortemente concentrato a riprodurre file localmente, via network o da streaming su soluzioni di display facilmente configurabili.

Un successo arrivato grazie (e soprattutto) dalla perfetta integrazione con una piattaforma software (BrightAuthor) proprietaria, disponibile sia per Windows che per MacOS via browser Chrome, perfettamente integrata e funzionale all’hardware. Il tutto si appoggia ad una struttura cloud (BSN.cloud) che permette al system integrator di gestire il controllo di macchine e software da remoto in real time, con evidente ottimizzazione di tempi e relativi costi, ma soprattutto con un enorme vantaggio in termini di efficienza.

Inoltre BrightSign ha creato un SoC per partner che vogliono integrare le funzioni di player nelle loro strutture di digital signage. Con BrightAuthor è possibile creare delle presentazioni, anche attingendo all’archivio di template integrato o dai propri file memorizzati sul BSN.cloud o localmente. È possibile utilizzare il calendario del sistema per programmare l’avvio della presentazione o di altri eventi.

Sempre da remoto è possibile utilizzare il pacchetto delle operazioni di controllo, diagnostica e set-up e allo stesso tempo ricevere email che segnalano lo stato del sistema sia per tempi cadenzati e specifici che legate ad eventi straordinari. La struttura dei player BrightSign è abbastanza simile tra i vari modelli, oltre che essere ben riconoscibile per forma e colori entrambi molto personalizzati. In linea di massima in questi player abbiamo una porta di rete, uno slot per MicroSD, una uscita HDMI, una porta GPIO, connessione audio mini-jack, RS-232 e IR in/out.

Il profilo slim e tipicamente in azzurro del telaio del BrigtSign HD224, il media player utilizzato in 15 unità per gestire tutte le immagini della mostra dedicata a Bud Spencer: l’estrema affidabilità e la semplicità di utilizzo allo stesso tempo sono, insieme alle ottime prestazioni, i suoi punti di forza.

Qualche variazione da modello a modello ma nella sostanza dei fatti è questa la dotazione generale delle connessioni. Le stesse che sono a bordo dell’HD224, il player che è stato utilizzato per la riproduzione delle immagini durante la mostra dedicata a Bud Spencer/Carlo Pedersoli. L’HD224 gestisce file video in 4K (3840x2160x60p) con decoding H.265 per ridurre la banda di trasmissione mantenendo l’alta qualità delle immagini. Rendering HTML5 con supporto per WebGL video e JavaScript API per poter gestire tutte le funzioni di swipe, pinch e zoom su singolo display o soluzioni modulari di tipo Mosaic Mode (fino a 4 Full HD).

Anche per il VRP la scelta è andata verso un modello (Optoma ZU660E) con elevate caratteristiche tecniche e di affidabilità: DLP, 1920×1200, illuminazione laser 20.000 ore di vita, ingresso LAN, certificazione IPX5, HDBaseT, regolazione keystone verticale e orizzontale, funzione Picture-by-Picture e Picture-in-Picture.

Utilizzando la funzione B-Deploy è possibile intervenire su un numero elevato di player come l’HD224 senza dover per forza lavorare sulla scheda SD di ognuno di essi, ma in modo centralizzato via BSN.cloud, BrightSign Network, BrightSign Partner CMS o via network locale. È sufficiente caricare in batch il numero seriale di tutti i player coinvolti nell’operazione per far partire il processo di aggiornamento delle impostazioni o del download di una presentazione da riprodurre. Disponibile app per dispositivi iOS e Android per aggiornamenti e controlli del player localmente.

Utilizzano la porta combo 3.5 mm analogica/digitale è possibile aggiungere e sincronizzare audio di alta qualità alle immagini in riproduzione direttamente dal software BrightAuthor. Aggiornamenti di testo in tempo reale che possono essere anche sovrapposti alla presentazione in corso, feed in formato MRSS per aggiornamento di notizie anche da terze parti, feed da Tweeter e Flickr. Supporto per funzione di Geo-Fencing per riprodurre contenuti legati alla posizione geografica del dispositivo.

In quella che è stata definita “la sala delle scazzottate” due HD224 in rete, sincronizzati come master e slave, per alimentare la proiezione di immagini su un telo di 25 metri di larghezza.

L’HD224 è alimentabile via PoE+ fino a 25 watt e a sua volte può alimentare uno o due dispositivi collegati alla uscita HDMI. La funzione BrightWall, integrata nel software BrightWall, permette di sincronizzare diversi player per poter realizzare un video-wall con numero elevato di display dove ognuno di essi può riprodurre un singolo evento o lo stesso evento può essere condiviso su tutti i display. Grazie alla funzione BrightBeacon è possibile avere una interazione 2-way tra il player e un dispositivo mobile via Bluetooth con modalità dual-screen.


CARLO PEDERSOLI, IN ARTE BUD SPENCER

Per tutti è Bud Spencer ma Carlo Pedersoli ha lasciato la sua traccia non solo nel mondo del cinema ma anche nello sport e nella musica. Da giovane è stato un talentuoso nuotatore, arrivando a far segnare addirittura alcuni record: nel 1950 è stato il primo italiano a scendere sotto il minuto (59.5) nei 100 m stile libero, primato ulteriormente migliorato l’anno successivo con 58.9. In questo stesso periodo vince più volte i campionati italiani di nuoto nello stile libero e nella staffetta. Proprio il nuoto e il suo fisico imponente gli aprono le porte del cinema: nel 1950 esordisce nel film “Quel fantasma di mio marito” interpretando proprio la parte di un nuotatore che salva una donna in piscina. Ha praticato pallanuoto, lotta greco-romana, rugby e pugilato. Negli anni ‘60 scrive testi per canzoni e collabora ad alcune colonne sonore. Nel 1967 Carlo Pedersoli inizia la sua storica collaborazione con Mario Girotti con il quale forma una delle coppie più celebri del cinema non solo italiano. Giuseppe Colizzi li dirige in “Dio perdona…io no!” È in questo film che i due assumono i loro nomi d’arti che tutti ben conosciamo: Bud Spencer il primo, Terence Hill il secondo. Nel 1970 arriva il picco di popolarità dei due con “Lo chiamavano Trinità” e successivamente “…continuavano a chiamarlo Trinità”. Successivamente Carlo Pedersoli interpreta per alcuni film il personaggio di Piedone lo Sbirro. Sia Pedersoli che Mario Girotti hanno avuto successivamente una lunga carriera televisiva e cinematografica lunga e di grandi successi, sia in coppia che separatamente. Carlo Pedersoli sapeva parlare sei lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e tedesco. Ha conseguito la licenza di pilota di linea e di pilota di elicottero; è stato a lungo impegnato a sostenere e finanziare enti di beneficenza per bambini tra cui il Fondo Scholarship Spencer. Il 7 maggio 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera. A metà della mostra ricorre il 90 compleanno di Carlo Pedersoli, nato a Napoli il 31 ottobre 1929.


I PROTAGONISTI

Bud Spencer
Mostra Multimediale
13 settembre – 8 dicembre 2019
Napoli – Palazzo Reale – Sala Dorica
dalle 10 alle 20
budspencerinmostra.it
Art Media Studio – Firenze
Tel. 055 215503
info@artmediastudio.org
www.artmediastudio.org
DeSaTech – Roma
Tel. 06 45 65 2765
info@desatech.eu
www.desatech.eu