L’edilizia si sta davvero riprendendo?
Secondo gli ultimi dati Cresme il settore dell’edilizia sembra uscito dalla recessione, mentre l’Istat segna un +0,4% su base annua.
Nel rapporto Cresme pubblicato a novembre sul settore delle costruzioni si evidenzia che nel 2016-2018 si entra nel settimo ciclo edilizio, selettivo in termini di tipologie di prodotti, di servizi, di modelli di offerta e di territori, che segna l’avvio di una nuova fase. Quasi una quarta rivoluzione industriale dell’economia investe anche il settore delle costruzioni, spingendolo verso la sua seconda rivoluzione industriale, dopo quella ottocentesca del cemento armato. Produttività e modelli organizzativi vengono messi alla prova in un clima ancora incerto, ma che sta migliorando. Innovare diventa la parola chiave per le costruzioni nel settimo ciclo edilizio.
La crescita del settore edile dopo 4 anni in calo è dimostrato anche dai dati Istat sulla produzione delle costruzioni che segnalano per la prima volta a settembre 2015 un’inversione di tendenza con un +0,4% su base annua, rispetto allo stesso periodo del 2014. E si ricorda che l’ultimo segno positivo risale a febbraio 2011.
Anche da Confartigianato stessi segnali di ripresa del settore dove la produzione della filiera manifatturiera a settembre è cresciuta del 4,6%, anche se persiste un calo del 3,2% nel totale dei primi 9 mesi del 2015. Il settore delle costruzioni è stato infatti uno dei più colpiti dalla crisi, perdendo quasi 800 mila posti di lavoro.
Il Presidente ANCE Claudio De Albertis dichiara “Il 2016 sarà un anno di svolta, considerando i riscontri di tutta una serie di dati abbastanza confortanti sia sul numero che sugli importi dei lavori pubblici e sui mutui”.
(fonte: www.buildingblog.it)

