AMPLIFICAZIONE – ATI Gli amplificatori multicanale ad alte prestazioni – Gli amplificatori con l’anima

AMPLIFICAZIONE – ATI Gli amplificatori multicanale ad alte prestazioni – Gli amplificatori con l’anima

COSTRUTTORE ATI Amplifier Technologies Inc – USA
DISTRIBUTORE Gammalta S.r.l. – Tel. 050/2201042 – www.gammalta.it


Gli amplificatori della ATI – Amplifier Technologies Inc. vanno ben oltre le prestazioni e i freddi numeri delle schede tecniche (peraltro eccellenti): sono amplificatori costruiti con l’anima, macchine dense di passione, scaturite dalla mente di Morris Kessler, fondatore dell’azienda

Èpiù facile entrare in sintonia con un oggetto bello, magari gradevole anche al tatto oltre che alla vista. Per lo stesso motivo un amplificatore audio, qualunque esso sia, rimane sempre un elemento poco “simpatico”, dietro quel muro di acciaio e componenti elettronici. Ma in ATI (Amplifier Technologies, Inc) sono riusciti a trasferire un’anima ai loro prodotti, a renderli un po’ meno freddi e asettici di tanti loro simili.

Ci sono riusciti perché qui dentro non ci sono solo componenti ma anche tutta la passione e le conoscenze di Morris Kessler, il progettista che è dietro il mondo ATI.

Un nome forse poco noto in Italia che, invece, è un vero riferimento mondiale nel settore dell’amplificazione audio: Kessler è il responsabile diretto e indiretto di tanti prodotti sia a marchio ATI (e di altre aziende appartenenti alla medesima proprietà) che di marchi diversi, per il frutto delle sue diverse collaborazioni del passato. Lo stesso Kessler ci dice che potrebbero essere oltre mezzo milione gli amplificatori prodotti che portano in qualche modo la sua firma.

ATI IERI

La storia di Morris Kessler è simile a quella di tanti imprenditori americani di successo, quelli che come lui hanno iniziato la carriera letteralmente dal basso, a volte quasi per sbaglio o per una combinazione di eventi. La storia di Kessler inizia a 14 anni, quando un suo parente lo indirizza in un negozio di Hi-Fi di Melrose Avenue a Los Angeles.

Siamo nel 1959 e il giovane Kessler viene assunto per il suo lavoro estivo come responsabile del settore dischi del negozio. Sono anni in cui gli amplificatori erano per la maggior parte a valvole, quelle che alle orecchie del giovane Morris non “suonavano” di suo gradimento. Morris rimane a lavorare nel negozio e passa dai dischi alla vendita degli amplificatori: è qui che conosce i prodotti della neonata Acoustech, a stato solido ma dalla struttura ancora migliorabile.

E proprio riconoscendo questi limiti tecnici Kessler inizia a progettare e realizzare il suo primo amplificatore: siamo solo nel 1962. Negli anni successivi il giovane progettista continua a lavorare in un altro negozio di Hi-Fi della zona e nello stesso tempo porta avanti i suoi progetti ed esperimenti.

Fino al momento in cui, con un socio finanziatore, fonda SAE: quello che negli anni ‘70 è stato il riferimento delle elettroniche made in USA. Un periodo di grandi prodotti, di forte sviluppo della tecnologia di amplificazione a stato solido, un successo mondiale che portò il marchio nell’interesse di Giorgio Moroder. Si, proprio l’inventore della disco-music e di quel fenomeno di vendite che è stata Donna Summer e con lei anche tanti altri nomi.

Moroder che utilizzava proprio i prodotti SAE per i suoi studi di registrazione ad un certo punto fa una proposta a Morris Kessler: “fammi una valutazione di SAE e ti firmo subito l’assegno per l’acquisto”. All’inizio degli anni ‘90 Morris Kessler conosce il mondo Apple e con esso sviluppa un progetto per un nuovo tipo di amplificatore: tra i primi ad utilizzare un programma CAD per disegnare circuiti elettrici destinati alla riproduzione audio. Il primo prodotto, molto artigianale nella struttura ma estremamente efficiente nelle prestazioni, viene presentato al CES del 1993 e porta per la prima volta il nome di ATI (Amplifier Technologies, Inc).

L’AT 6007 e i suoi sette canali da 300 watt su 8 ohm e 450 su 4.
In evidenza i doppi ingressi RCA e XLR, il doppio connettore IEC per l’alimentazione.

Il progetto cattura l’attenzione di Newt Chanin di Adcom che chiede a Morris Kessler di sviluppare un amplificatore non più a due canali, ma multicanale, così da assecondare le esigenze del “nuovo” settore dell’Home Theater che stava facendosi apprezzare in tutto il mondo. Il primo prodotto progettato per Adcom porta la sigla di GFA- 6000 e a suo modo porta con sé degli elementi tecnici che ancora oggi sono il core di ATI: si tratta di un finale a cinque canali dove ognuno di essi è assolutamente separato e distinto dagli altri, con una propria amplificazione.

Tutta la struttura dell’amplificatore è caratterizzata dall’assenza di cablaggio, una diretta conseguenza della progettazione CAD: i cavi che secondo Morris Kessler sono possibili accentratori di rumori e interferenze. Parallelamente a questa collaborazione continua la storia di ATI e a questa si affiancano progetti per Nelson Pass, ma allo stesso modo ATI si avvale della importante collaborazione di Jim Bongiorno in un grande vortice di scambio di idee ed esperienze, di condivisione di conoscenze e know-how. Da qui partono le basi tecniche per lo sviluppo della Classe B e Classe AB, quelle che vanno a migliorare l’efficienza della Classe A per ottenere maggiori potenze e consumi di corrente più contenuti. In tempi più recenti Morris Kessler, inoltre, ha profondamente elaborato dispositivi in Classe D e i suoi amplificatori sono sempre caratterizzati da percorsi bilanciati, elevate potenze e spesso configurati in multicanale.

Nel percorso commerciale e tecnologico Morris Kessler, proprio per la sua natura di progettista anche per contro terzi, è entrato in contatto con tante aziende e relativi marchi. Durante questi rapporti e scambi commerciali ATI ha completato diverse acquisizioni: nel 2003 quella di BGW, azienda specializzata nell’audio professionale; nel 2007 è il turno di Theta Digital, focalizzata in modo particolare nella gestione dell’audio digitale. E’ dell’estate scorsa l’acquisizione di Datasat e con essa del suo patrimonio tecnologico in tema di processori e amplificatori multicanali, quello che è sempre stato un settore all’attenzione di Morris Kessler.

Una delle prime dichiarazioni del progettista, subito dopo l’ingresso di Datasat nella grande famiglia ATI, riguarda proprio lo sviluppo di un processore a 16 canali che integra le decodifiche Dolby Atmos, DTS-X e Auro 3D con il supporto del sistema Dirac per la correzione dell’acustica ambientale. Una macchina estremamente evoluta che verrà proposta ad un prezzo (ancora da definire) che potrebbe oscillare intorno ai 10.000 euro.

La serie AT 4000 conserva l’impostazione tecnologica della top di gamma AT 6000, con in evidenza l’imponente doppio trasformatore toroidale e le schede separate per ogni canale.
Anche per questa serie disponibilità da due a sette canali da 200 watt l’uno.

ATI OGGI

ATI produce i suoi amplificatori nella fabbrica di Montebello, in California, in una struttura di quasi 5.000 metri quadrati.

Qui vengono progettati e prodotti tutti gli elementi che compongono un amplificatore e anche le macchine che servono per costruirli sono state modificate o create ex-novo per questo scopo. L’attenzione di Kessler e il suo team per ogni particolare è elevatissima, così come è elevatissimo lo standard di produzione.

Lo stesso Kessler ci racconta che anche se dispone di un vero e proprio ufficio in azienda, la sua giornata lavorativa tipo lo vede in presenza costante sulla linea di produzione, a verificare che ogni passaggio e ogni fase della realizzazione degli amplificatori e dei componenti siano svolti in modo che rifletta il progetto iniziale. Il cuore di ogni amplificatore ATI è il suo trasformatore toroidale (anzi due, come ce ne sono per ogni amplificatore) e la relativa sezione di alimentazione: due elementi sovradimensionati ai quali corrispondono telaio e altri elementi di misura altrettanto imponenti che portano dimensioni e peso di ogni prodotto a livelli importanti.

La serie AT500nc (disponibile in nero o alluminio) utilizza la tecnologia la Hypex N-Core in Classe D: disponibili modelli in configurazione da due a otto canali da 200 watt l’uno (300 su 4 ohm).

Sono quelli che per Kessler garantiscono efficienza, potenza, prestazioni e affidabilità, quelli che egli stesso definisce “American Muscle built by American muscle.” Al vertice della produzione attuale abbiamo la serie AT 6000 che integra la tecnologia ATI ”New Pure Balance” con una coppia di circuiti di amplificazione totalmente separati per singolo canale; circuitazione completamente bilanciata; amplificatori differenziali; Current Feedback Design; transitor d’uscita Thermaltrak; capacità di alimentazione di 60.000 microfarad per canale; telaio disponibile in formato standard o per montaggio rack. La serie AT 6000 utilizza un identico modulo da 300 watt su 8 ohm (450 su 4) per canale: due canali per l’AT 6002, tre per l’AT 6003, quattro per l’AT 6004, cinque per l’AT 6005, sei per l’AT 6006, sette per l’AT 6007. Una soluzione che permette di scegliere l’amplificatore più adatto per le proprie esigenze così da ridurre lo spazio occupato e avere, allo stesso tempo, timbrica e prestazioni uguali per tutti i canali: sia che si tratti di una bi/tri-amplificazione di un sistema stereo che della sezione di potenza di un impianto Home Cinema ad alte prestazioni sonore e dinamiche.

Anche scendendo di categoria e prezzo rimane simile la struttura tecnologica per la serie AT 4000, dove la potenza per canale scende a 200 watt su 8 ohm (300 su 4 ohm) e le relative dimensioni dell’amplificatore. Anche qui la composizione di questi amplificatori vede la soluzione modulare da due a sette canali per gli AT 4002, AT 4003, AT 4004, AT 4005, AT 4006, e AT 4007, dove l’ultima cifra indica evidentemente il numero dei canali.

Accanto a queste due serie in Classe AB Morris Kessler ha affiancato la AT500nc, quella che utilizza per ogni canale un modulo Hypex N-Core, anche qui è rispettata la struttura modulare con la possibilità di scegliere il proprio amplificatore ideale in configurazione da due a otto canali da 200 watt l’uno. In questa serie è stata esplorata la Classe D grazie alle soluzioni di Hypex, tra le migliori del mercato con questa tecnologia, quella che più di altre permette di tenere sotto controllo la regolarità della risposta in frequenza in rapporto al carico dei diffusori (il vero unico limite della Classe D che Hypex ha saputo limitare).

Questi sono i primi amplificatori ATI che utilizzano un microprocessore che provvede a verificare la tensione in ingresso (tra 117 e 230 V) per adeguare automaticamente l’alimentazione per mantenere le prestazioni costanti. In dotazione a questi amplificatori un sistema automatico che attiva la posizione di standby quando non c’è segnale in ingresso per almeno 10 minuti; allo stesso modo il risveglio dallo stand-by è automatico non appena viene rilevato segnale in ingresso. Se aggiungiamo la ben nota parsimonia di consumo di corrente della Classe D rispetto ad un tradizionale dispositivo in Classe AB, possiamo immaginare questi amplificatori installati in posizione remota in un sistema Home Cinema: non c’è necessità di spegnere e accendere l’amplificatore manualmente e il consumo di corrente, in rapporto alla elevata potenza erogata e con esso la temperatura, rimane contenuto.

Morris Kessler con alcuni dei tanti prodotti realizzati in mezzo secolo di carriera che portano la sua firma. ATI produce i suoi amplificatori nella fabbrica di Montebello, in California, in una
struttura di quasi 5.000 metri quadrati.

L’amplificatore che installi e dimentichi di avere, magari con l’aiuto di una installazione in spazi nascosti: in questo senso gli ingressi sdoppiati anche in bilanciato permettono di utilizzare cavi di segnale lunghi senza rischio di degrado della qualità della trasmissione del segnale. Un progettista che da mezzo secolo progetta il suo “amplificatore ideale”, quello con tanta potenza ma anche con la giusta qualità e costanza di prestazioni. Un progettista che ha saputo creare un piccolo gruppo con diversi marchi e con essi diverse possibilità di approccio e applicazione alla riproduzione audio.

Un progettista che ha saputo rendere questi “blocchi di acciaio” un prodotto con un’anima, capaci di regalarci tanta buona musica e con essa il piacere dell’ascolto in casa. Prodotti facili da utilizzare e vicini alle esigenze sia del classico audio stereo che per installazioni multicanale dove sono richieste, per entrambe le soluzioni, elevate prestazioni dinamiche e timbriche. L’amplificatore ideale? Forse…

 

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