Videoproiettori Canon XEED, la scelta ideale per proiettare le immagini di Marte

videoproiettori Canon XEED

Conclusa la prima tappa della mostra itinerante “Marte – Incontri ravvicinati con il pianeta rosso” organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana. Nell’Aula Ottagona del Museo Nazionale Romano, sede della mostra, tre videoproiettori Canon XEED WUX6010 hanno proiettato le immagini marziane fornite dal National Geographic. Il quarto pianeta del sistema solare non è mai stato così vicino

Marte non è poi così lontano. A noi sono bastate poche fermate di metro per raggiungerlo. Il merito dell’impresa non è delle nostre capacità astronautiche, del tutto inesistenti, ma della mostra “Marte – Incontri ravvicinati con il pianeta rosso” allestita presso il Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano (Roma).

Organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) in partenariato con il Ministero dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, la mostra è rimasta aperta per alcuni mesi di Marco Galloni Conclusa la prima tappa della mostra itinerante “Marte – Incontri ravvicinati con il pianeta rosso” organizzata dall’Agenzia Spaziale Italiana. Nell’Aula Ottagona del Museo Nazionale Romano, sede della mostra, tre videoproiettori Canon XEED WUX6010 hanno proiettato le immagini marziane fornite dal National Geographic. Il quarto pianeta del sistema solare non è mai stato così vicino Lo sguardo di Canon su Marte lo scorso inverno; all’esposizione hanno contribuito l’Istituto Nazionale di Astrofisica, Leonardo Finmeccanica, Thales Alenia Space e il National Geographic Channel.

Non secondario il ruolo di Canon, che ha fornito le apparecchiature con le quali sono state proiettate le splendide immagini del pianeta rosso.

DUE PIANETI QUASI GEMELLI

A svelarci il senso di una mostra del genere è stata Viviana Panaccia, responsabile eventi dell’ASI nonché nostra preziosa guida durante la visita:

«Marte può aiutarci a capire meglio cosa sta accadendo alla Terra. Si tratta infatti di due pianeti quasi gemelli: all’inizio erano molto simili, poi nel corso di milioni di anni si sono sviluppati in maniera completamente diversa; sulla Terra vi sono condizioni favorevoli alla vita, mentre su Marte la vita, se mai c’è stata, è scomparsa».

La conquista di Marte è evento futuribile, ma paradossalmente il nostro tour è iniziato dal passato, cioè da una testa in pietra del dio Marte risalente al 100 d.C., replica di un’opera di Alcamenes del V secolo a. C. Marte, ci ha detto ancora la Panaccia, ha incuriosito e intimorito l’uomo fin dai tempi antichi. Cicerone lo definiva «cangiante, rosseggiante pianeta spaventevole al mondo»; i romani lo veneravano come dio della guerra e come dio dell’agricoltura; in Persia e nella penisola arabica era identificato come il guerriero celeste; per gli egizi era Horus il Rosso e gli israeliti lo chiamavano Ma’adim, “colui che arrossisce”. E poi i babilonesi, i greci…

DALLE OSSERVAZIONI DI SCHIAPARELLI ALLA FANTASCIENZA

La visita è proseguita con il pannello espositivo dedicato alle osservazioni fatte da Giovanni Schiaparelli alle fine del XIX secolo durante le opposizioni di Marte, cioè quando il pianeta rosso è più vicino alla Terra. Sembra che proprio Schiaparelli sia l’involontario responsabile delle leggende sui marziani.

L’equivoco nacque nel 1877, quando i canali osservati dall’astronomo piemontese sulla superficie di Marte furono erroneamente tradotti in inglese con “canals”, termine che indica corsi d’acqua artificiali; di qui l’idea che fosse stata una civiltà aliena a realizzarli. La fantascienza deve molto a questo equivoco, a partire dalla “Guerra dei mondi” di H. G. Wells poi ripresa da Orson Wells nella famosa trasmissione radiofonica che terrorizzò gli americani.

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Nella mostra su Marte erano esposte alcune di queste opere di fantascienza, scelte tra le più rare: come l’introvabile “Le sabbie di Marte” della collana Urania, “La stella rossa” di Bogdanov (tradotta da Gramsci), “Cronache marziane” di Ray Bradbury e altre. Molte di queste opere sono diventate film. Anche oggi si fanno film su Marte, vedi “Sopravvissuto – The Martian” o la serie televisiva “Mars” firmata da Ron Howard. C’è però una differenza rispetto alle pellicole degli anni ’50, ha sottolineato Viviana Panaccia: i nuovi film non mostrano omini verdi e battaglie spaziali; sono molto più rigorosi, sorta di docu-fiction realizzati in collaborazione con le agenzie spaziali e piene di interviste a scienziati, servizi sulla coltivazione extraterrestre ed esperimenti di lunga permanenza nello spazio.

LA MISSIONE EXOMARS

La mostra ha avuto inizio nel dicembre scorso perché il 2016 è l’anno in cui è cominciato ExoMars, il più grande programma europeo di esplorazione marziana mai concepito. Il programma si articola in due fasi. La prima fase, denominata ExoMars 2016, è già in atto e consiste nel lancio della sonda madre Trace Gas Orbiter (TGO) con a bordo una piccola sonda-passeggero, il lander Schiaparelli; il TGO, che sta funzionando molto bene, è stato realizzato da Thales Alenia Space per l’Agenzia Spaziale Europea con un importante contributo dell’ASI.

Purtroppo il lander, come sappiamo, è precipitato sulla superficie di Marte lo scorso 19 ottobre, sembra per un errore del computer di bordo. Ma questo, ci ha detto Viviana Panaccia, non ha messo in crisi la missione, che è molto più ampia e complessa: nel 2020, ed ecco la seconda fase, sarà infatti lanciato un rover che dovrà esplorare la superficie del pianeta e – per mezzo di un drill, una sorta di trivella – anche il sottosuolo; prodotto in Italia da Leonardo ex Finmeccanica, il drill può raggiungere i 2 metri di profondità (quello della sonda Curiosity, per dire, non supera i 5 centimetri) ed è dotato di una telecamera capace di riprendere le operazioni di perforazione; il rover e tutta la responsabilità del sistema è di Thales Alenia Space. Le perforazioni serviranno per vedere se sotto la superficie di Marte c’è acqua e per studiare la composizione del terreno: una futura colonizzazione non è pensabile se non ci sono delle risorse da sfruttare. Il passo successivo sarà infatti ricreare delle condizioni che si avvicinino il più possibile a quelle terrestri (“terraformazione”): si parla di insediamenti all’interno dei crateri per proteggere uomini e colture dalle radiazioni solari e dalle frequenti tempeste di sabbia.

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LE PREVISIONI DI ELON MUSK, IL VISIONARIO

Attualmente si stanno facendo esperimenti in orbita su una stazione grande quanto un campo di calcio; il 50% dello spazio pressurizzato e abitabile è stato costruito negli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space per conto dell’ASI, dell’ESA e della N.A.S.A. Dopo il 2020 si passerà alla cosiddetta “fase cislunare”, una serie di esperimenti su nuove navette e lanciatori con propulsione di tipo non convenzionale che saranno condotti nella fascia di spazio compresa tra la Terra e la Luna; ci saranno anche missioni sugli asteroidi, dopodiché gli scienziati si concentreranno sui viaggi verso Marte. Per quanto riguarda le missioni umane sul pianeta rosso non c’è ancora una data precisa, ma si parla del 2030 e oltre; si tratta di un programma talmente complesso che è stato sviluppato in collaborazione con diverse agenzie, dal momento che nemmeno la N.A.S.A. riesce ad affrontarlo da sola.

Canon Display Imaging Solutions – Tel. 02/82481 – www.canon.it/proimaging

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