Punti di vista: il digital signage

Punti di vista: il digital signage

Samsung, Datapath e Gefen propongono tre forme di digital signage alquanto diverse, che potremmo definire commerciale, artistico/creativa e hi-tech. Quest’ultima orientata decisamente verso il mondo dell’IPe delle matrici virtuali

Il digital signage può essere considerato come una trasposizione in chiave tecnologica del motto fordiano «la pubblicità è l’anima del commercio».

Non a caso, stando alle ricerche della IDC Insight Retails, una società statunitense che offre consulenze di carattere tecnologico a operatori del commercio e dell’IT, l’impiego del digital signage è in crescita in molti settori dell’industria e del terziario, in particolare nella vendita al dettaglio e nella distribuzione. Oltre la metà di chi opera in questi settori utilizza già la segnaletica digitale e circa un terzo sta considerando l’opportunità di farlo. Sempre secondo la IDC, alla fine del 2013 il fatturato mondiale del digital signage, in termini di apparecchiature, software, servizi e contenuti mediatici, era di circa 13,9 miliardi di dollari. Nei prossimi anni, prevede la società americana, il giro d’affari crescerà di un tasso compreso tra il 4,7% e il 5,6%, per raggiungere nel 2017 la non trascurabile cifra di 17,1 miliardi di dollari.

SAMSUNG SMART SIGNAGE TV, DEDICATA AI SETTORI HORECA E SOHO

Tra quanti già usano il digital signage i commercianti al dettaglio prevalgono nettamente sugli operatori della distribuzione e del trasporto. Proprio ai dettaglianti è dedicata la Samsung Smart Signage TV, un’innovativa soluzione «tutto-in-uno» concepita per i mercati HORECA (hotel, ristoranti, caffè) e SOHO (Small Office Home Office). La Smart Signage TV, in estrema sintesi, è un display digitale «splitted», suddiviso cioè in due regioni: una è riservata ai contenuti TV, l’altra al digital signage. A loro volta queste due regioni sono frazionate in sottoporzioni, ciò che consente di visualizzare contemporaneamente i contenuti più diversi, dai banner promozionali ai menù di bar e ristoranti, dai programmi televisivi alle immagini. Grazie alla Smart Signage TV è così possibile diffondere le informazioni inerenti all’attività commerciale e nello stesso tempo intrattenere i clienti con programmi televisivi: «Fino a oggi» – dichiara Sergio Ceresa, capo della sezione enterprise business di Samsung Electronics Italia – «i commercianti si sono dovuti accontentare di TV tradizionali per mostrare ai clienti informazioni chiave. Smart Signage TV rivoluziona le soluzioni di digital display destinate ad attività di ristorazione e agli ambienti SOHO».

Il principale problema di questo «accontentarsi delle TV tradizionali», per usare le parole di Ceresa, sta nel fatto che i normali televisori non sono concepiti per gli usi intensivi richiesti in ambito professionale: la Smart Signage TV, invece, è progettata per lavorare 16 ore al giorno per 7 giorni a settimana, e la sua affidabilità è comprovata dai tre anni di garanzia offerti dalla casa costruttrice. Le applicazioni della Smart Signage TV, in realtà, vanno oltre gli ambiti HORECA e SOHO: la Samsung può essere utilizzata nel settore medical/farmaceutico, per esempio, per informare e intrattenere i pazienti, offrire prodotti after-care e diffondere campagne di informazione e prevenzione; la Smart TV trova inoltre impiego nelle palestre e nei centri benessere, per intrattenere i clienti, illustrare tecniche e metodi di allenamento, promuovere pacchetti di servizi e vendere prodotti specialistici.  Disponibile in due formati, con display da 40 o 48 pollici, la Smart Signage TV è offerta sotto forma di pacchetto chiavi in mano comprendente display a led con sintonizzatore TV, media player, interfaccia Wi-Fi, software di gestione, telecomando e accessori per il montaggio su tavolo o a parete. Per quanto riguarda le caratteristiche tecnico costruttive meritano menzione la risoluzione di 1920 x 1080 (Full HD), la presenza di connettori HDMI, USB, video composito, RS-232 e audio coassiali, e la disponibilità di un banco di memoria da 256 MB. Tra i punti di forza della Smart Signage TV ci sono i software MagicInfo Express e MagicInfo Mobile. Facile da usare e nello stesso tempo potente, il MagicInfo Express dispone di oltre 200 template grazie ai quali è possibile creare presentazioni professionali complete di testi, video e immagini; con il MagicInfo Mobile si possono effettuare aggiornamenti rapidi e download di immagini da dispositivi mobili Android e iOS.

 

Secondo la statunitense IDC Insight Retails oltre la metà degli operatori della distribuzione e del commercio già utilizza il digital signage, come si vede nelle prime due bande colorate a sinistra: il commercio al dettaglio prevale sulla distribuzione. Le proporzioni si invertono per quanto riguarda gli operatori che stanno valutando o pianificando di utilizzare la segnaletica digitale (seconda e terza coppia di bande colorate): in questo caso sono più gli operatori della distribuzione di quelli del commercio al dettaglio. Pari merito, infine, per quelli che né usano il digital signage né hanno in previsione di farlo (ultima coppia di bande colorate a destra).

Secondo la statunitense IDC Insight Retails oltre la metà degli operatori della
distribuzione e del commercio già utilizza il digital signage, come si vede nelle prime due
bande colorate a sinistra: il commercio al dettaglio prevale sulla distribuzione. Le
proporzioni si invertono per quanto riguarda gli operatori che stanno valutando o
pianificando di utilizzare la segnaletica digitale (seconda e terza coppia di bande colorate):
in questo caso sono più gli operatori della distribuzione di quelli del commercio al
dettaglio. Pari merito, infine, per quelli che né usano il digital signage né hanno in
previsione di farlo (ultima coppia di bande colorate a destra).

IL DIGITAL SIGNAGE ARTISTICO DI DATAPATH

Ma il digital signage non è soltanto pubblicità e informazioni commerciali. I Datapath x4 e dL8, per esempio, si prestano a impieghi più artistici, creativi. Il loro digital signage è un po’ la versione tecnologica degli antichi mosaici, con monitor e display utilizzati al posto delle tessere di vetro. Si tratta rispettivamente di un controller per display (x4) e di un distributore amplificato (dL8) capaci di pilotare videowall costituiti da un numero pressoché infinito di monitor. Ogni x4 può infatti controllare quattro monitor, mentre un singolo dL8 pilota fino a otto x4, per un totale di 32 display. Dal momento che più unità dL8 possono essere collegate in link, ecco che il numero dei display e quindi le dimensioni del videowall possono diventare, almeno in teoria, grandi quanto si vuole.

Un altro grafico rilasciato dalla IDC Insight Retails: alla fine del 2013 il fatturato mondiale del digital signage era di circa 13,9 miliardi di dollari; per i prossimi anni si prevedere una crescita compresa tra il 4,7 e il 5,6 per cento; nel 2017 la cifra dovrebbe raggiungere, sempre secondo le stime della IDC, i 17,1 miliardi di dollari.

Un altro grafico rilasciato dalla IDC Insight Retails: alla fine del 2013 il fatturato
mondiale del digital signage era di circa 13,9 miliardi di dollari; per i prossimi anni si
prevedere una crescita compresa tra il 4,7 e il 5,6 per cento; nel 2017 la cifra
dovrebbe raggiungere, sempre secondo le stime della IDC, i 17,1 miliardi di dollari.

Vediamo nel dettaglio il Datapath x4, controller stand-alone dotato di ingressi DVI singoli o Dual-Link; per mezzo di un adattatore il dispositivo può accettare in ingresso anche il formato HDMI. Ciascuna delle sue quattro uscite fornisce segnali DVI o RGB e può riprodurre una regione arbitraria dell’immagine in ingresso; la risoluzione di uscita e il «frame rate» non devono essere riferiti al segnale in ingresso, dal momento che l’x4 effettua l’upscaling e la conversione di ogni porzione di immagine ritagliata. Le immagini fornite da ciascuna delle quattro uscite, inoltre, possono essere processate con l’effetto specchio o ruotate di 90, 180 o 270 gradi. Il Datapath x4 è dotato di un equalizzatore attivo che compensa le perdite di segnale provocate da cavi troppo lunghi: il segnale DVI ad alta risoluzione, normalmente, non può essere trasferito a oltre 5 metri di distanza, ma grazie all’equalizzatore dell’x4 è possibile superare i 20 metri; se poi ci si accontenta di risoluzioni più basse, i cavi possono anche essere più lunghi.

Il controller per videowall Datapath x4, qui nella versione compatta (235 x 175 x 44 mm): l’x4 accetta in ingresso segnali DVI singoli o Dual-Link e li distribuisce su quattro uscite DVI o RGB che pilotano altrettanti display; utilizzando uno specifico adattatore è possibile applicare al controller anche segnali in formato HDMI.

Il controller per videowall Datapath x4, qui nella versione compatta
(235 x 175 x 44 mm): l’x4 accetta in ingresso segnali DVI singoli o Dual-Link
e li distribuisce su quattro uscite DVI o RGB che pilotano altrettanti display;
utilizzando uno specifico adattatore è possibile applicare al controller anche
segnali in formato HDMI.

Tra le caratteristiche costruttivo/funzionali del Datapath x4 sono inoltre da sottolineare la correzione dell’immagine (larghezza, altezza) per ogni tipo di display, la compatibilità con il sistema operativo Mac OS X 10.6, l’EDID programmabile, l’auto-detecting della risoluzione in ingresso e della risoluzione nativa dei monitor, e la configurazione di uscita programmabile via PC; funzioni grafiche garantiscono un agevole controllo del ritaglio, della scalatura, della rotazione e del salto delle immagini. Il Datapath x4 è disponibile in due versioni, una di dimensioni compatte (235 x 175 x 44 mm) e l’altra in formato rack 19” 1U; quest’ultima ha le stesse funzioni della versione compatta, con in più un pulsante per il «framelock» di uscita. I Datapath x4 e dL8 sono coperti da una garanzia di tre anni.

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