L’HDMI in Cat5

L’HDMI in Cat5
aaa_SIM_02Quando si tratta di commutare i segnali HDMI o distribuiti in multiroom, soprattutto su grandi distanze, possono sorgere dei problemi: perdita di qualità, interferenze, ritardi nello scambio dei codici HDCP, ecc. Ma la soluzione esiste…

 Il progresso tecnologico non è un rullo compressore che schiaccia inesorabilmente tutto ciò che appartiene al passato. Meno raramente di quanto si pensi, al contrario, il progresso guarda alle invenzioni dei tempi andati e ne trae ispirazione, le recupera, le riporta in auge, magari rinnovandole un po’. Un esempio è rappresentato dall’argomento dell’articolo che avete appena iniziato a leggere: la distribuzione dei segnali HDMI via cavo Cat 5/6/7.

La High-Definition Multimedia Interface (HDMI), forse è superfluo ricordarlo, costituisce uno dei passi avanti più importanti nel trasferimento dei segnali digitali in ambito consumer: versatile e praticissima, garantisce prestazioni e funzioni rimarchevoli, come la compatibilità con numerosi formati 3D e con lo standard 4K, il canale audio di ritorno, la sincronizzazione labiale dinamica automatica e la banda passante estremamente ampia (HDMI versioni 1.4 e 2.0). Ma anche l’HDMI ha i suoi limiti, primo tra tutti la non lunghissima gittata: i segnali High-Definition Multimedia Interface, normalmente, non possono essere trasferiti a distanze superiori ai 10/15 metri. Ed è qui che torna in scena il passato, sotto forma di una tecnologia risalente agli albori della telefonia analogica: i collegamenti differenziali o bilanciati. Per aumentare la portata delle uscite HDMI, l’industria di settore ha ideato dei dispositivi in grado di condizionare i segnali e di trasferirli attraverso cavi di categoria (Cat 5, Cat 5e, Cat6, Cat7), costituiti per l’appunto da coppie di doppini bilanciati: così trattati, i segnali HDMI possono essere inviati a 40, 60, 100 metri di distanza e in alcuni casi anche oltre. È bene ricordare che la maggior parte di questi dispositivi, per non dire tutti, sono switcher, router e splitter, vale a dire che non si limitano a svolgere la funzione di driver di linea ma consentono anche di smistare, commutare e selezionare i segnali High-Definition Multimedia Interface.

 

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AMX DGX 8, SE QUESTO È UN ENTRY LEVEL

Il primo dispositivo che prendiamo in esame è la matrice DGX 8 della serie AMX Enova DGX: si tratta di una delle matrici più performanti tra quelle citate in questo articolo, e questo nonostante sia l’entry level della famiglia Enova DGX, la più piccola della serie (8 ingressi per 8 uscite); le altre, vale la pena citarle, sono la DGX 16 (16×16), la DGX 32 (32×32) e la DGX 64 (64 ingressi per 64 uscite). La DGX 8, come le sue sorelle maggiori, ha struttura modulare, il che consente di montare all’interno del medesimo chassis – un 19” da 4 unità rack – una moltitudine di schede di ingresso/uscita: schede per il trattamento di segnali audio surround multicanale, per segnali video digitali con risoluzione fino a 4K (HDMI/HDCP, DisplayPort, DVI) e analogici (RGBHV, Component, S-Video, compositi), schede per dati Ethernet e USB, tensioni di alimentazione e segnali di controllo bidirezionali. La distribuzione può avvenire in diversi modi: combinando le schede di ingresso/uscita con i trasmettitori/ricevitori DXLink e DGX è possibile trasferire i segnali via cavo Cat6a/Cat7 o tramite fibre ottiche single-mode e multimode. La gittata massima dipende dal medium utilizzato: 100 metri se si usano i cavi Cat6a/Cat7, 200 metri con i trasmettitori/ricevitori DXLink (100 metri tra sorgente e matrice più altri 100 metri tra matrice e display), da 300 metri a 10 km (10 chilometri!) con i cavi in fibra DXLink Fiber. Elevatissima la velocità di trasferimento: i dati rilasciati del costruttore parlano di 12,8 Gbps, ciò che garantisce una perfetta riproduzione pixel per pixel di ogni formato video.

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 ATLONA E I CAVI AD ALTE PRESTAZIONI

La seconda matrice di cui ci preme parlare è la Atlona PRO3HD, o meglio la famiglia PRO3HD, che comprende i matrix switcher ATPRO3HD44M (4 ingressi x 4 uscite) e AT-PRO3HD66M (6 ingressi x 6 uscite), più alcuni dispositivi ancillari. Le matrici Atlona utilizzano cavi ad alte prestazioni HDBaseT e PoCc (Power over Category cable), ciò che consente loro di inviare i segnali a 70 metri di distanza e oltre; se si utilizzano cavi meno efficienti, come i Cat5e o i Cat6, la distanza massima è limitata a 60 metri. Sotto tali condizioni, la Atlona garantisce il perfetto trasferimento di segnali audio multicanale (Dolby TrueHD e DTS-HD Master Audio compresi), di segnali di controllo e di segnali video con risoluzione fino a 1080p. I cavi utilizzati per la distribuzione terminano su dei dispositivi che riconvertono le linee in formato HDMI, così da poterle collegare ai display remoti: si tratta dei ricevitori AT-PRO3HDREC, AT-HDRX e AT-HDRX-IR, che vanno utilizzati come si può vedere in figura 1; l’ATPRO3HDREC, il ricevitore impiegato nello schema, è dotato di un ingresso RJ-45 per i cavi di categoria, di un’uscita HDMI, di un’uscita RS-232 e di una coppia di in/out IR.

 CRESTRON DM-MD8X8, PRONTA PER IL 4K

La Crestron DigitalMedia DM-MD8X8 è concepita per i progettisti e gli installatori che hanno bisogno di matrici di commutazione flessibili, personalizzabili, non rigidamente predeterminate dalla casa costruttrice. In questo la DM-MD8X8 ha davvero pochi rivali: si tratta di una matrice completamente modulare capace di smistare e distribuire segnali audio e video, dati Ethernet e USB, segnali di controllo e tensioni di alimentazione di elevata potenza. La flessibilità della DM-MD8X8 è in buona parte dovuta all’ampia scelta di schede di ingresso e di uscita che il progettista può combinare in una gamma di configurazioni praticamente infinita. Per quanto riguarda i moduli di ingresso, tutti dotati di uscita HDMI di servizio e di uscita audio con downmix 7.1, sono al momento disponibili schede video per segnali 4K, S-Video, Component, RGBHV, DVI, HDMI, DisplayPort e SDI, schede audio analogico/digitali e una scheda di nuova introduzione per segnali streaming. Anche la scelta dei moduli di uscita è ampia: schede con HDMI e audio analogico, schede con uscita su cavo di categoria capaci di inviare segnali non compressi 1080p fino a 100 metri (la distanza scende a 70 metri per i segnali non compressi 4K), schede con uscita su fibra ottica nonché schede streaming H.264, uno standard per la distribuzione di contenuti HD su rete IP. La DMMD8X8, che come si evince dalla sigla è una matrice a 8 ingressi per 8 uscite, non è l’unica matrice modulare del catalogo Crestron: la casa americana ne propone anche versioni 16×16, 32×32, 64×64 e perfino 128×128, né mancano versioni semplificate da 8×1, 6×4 e 6×6 ingressi/uscite. Compatibile con lo standard HDBaseT, la DM-MD8X8 è certificata Crestron 4K e può essere controllata tramite i comandi del pannello frontale, mediante PC con software gratuito o per mezzo di processori Crestron.

 LE MATRICI IBRIDE DI CYP

La filosofia aziendale della britannica CYP può dire molto su come sono concepiti i suoi prodotti: «Fornire soluzioni di connettività d’eccellenza che esaltino le prestazioni dei dispositivi audio video in ogni ambiente». Si noti che CYP parla di «esaltare le prestazioni delle apparecchiature audio video», non soltanto di non corromperle o di corromperle il meno possibile, come si conviene a ogni matrice di distribuzione che si rispetti. Il che equivale a promuovere gli switcher HDMI, a trasportarli quasi su un piano ontologico superiore, se ci si passa l’espressione: le nostre matrici, sembra voler dire l’azienda inglese, non sono semplicemente dei deviatori, dei commutatori di segnale, per quanto sofisticati; hanno la stessa dignità dei dispositivi primari di una catena audio video, come le sorgenti, gli amplificatori, i display. L’offerta CYP contempla una quantità di switcher e matrici HDMI capaci di operare nei modi più diversi: su doppio cavo di categoria, su singolo cavo in tecnologia HDBaseT (portata fino a 100 metri), su singolo cavo in tecnologia HDBaseT Lite (60 metri). Dall’ampio catalogo emerge, per innovazione, flessibilità e altre virtù, la matrice ibrida PU-444HBTE. L’aggettivo «ibrida» è dovuto al fatto che la matrice distribuisce i segnali sia verso zone remote, mediante cavi di categoria, sia verso zone prossime o locali, per mezzo di uscite HDMI dirette; la PU-444HBTE è una matrice 4 x 4 (4 ingressi per 4 uscite), ma stante questa sua natura ibrida la si dovrebbe più correttamente dire una matrice 4x4x4. La distribuzione verso le zone remote avviene in tecnologia HDBaseT su cavi Cat5e, Cat6 o Cat7, il che consente di trasferire segnali video con risoluzione fino a 1080 Full HD, segnali audio multicanali, una linea LAN, segnali IR bidirezionali e dati RS-232 e Web GUI/Telnet IP; le uscite locali possono inviare i segnali fino a 15 metri di distanza, se si utilizzano cavi HDMI certificati.

 GEFEN LINEA PRO, MATRICI PER APPLICAZIONI DIFFICILI

La Gefen GEF-HDFST848-8ELR appartiene alla linea PRO del costruttore californiano, concepita per applicazioni in settori critici quali il broadcasting, gli spettacoli dal vivo e la sanità (strutture ospedaliere, case di cura, eccetera), nei quali l’affidabilità è un fattore di primaria importanza. Non per niente la GefenPRO è caratterizzata da controllo qualità su ogni singolo prodotto, da telai in formato rack 19” e da alimentatori integrati e sovradimensionati; tutti i prodotti della linea sono garantiti due anni e godono di un’assistenza telefonica 24/7. La GEF-HDFST-848-8ELR è una matrice 8 ingressi per 8 uscite che si avvale di alcune tecnologie proprietarie (cioè sviluppate dalla Gefen), come la ELR, la POL e la FST.

 KRAMER VS-1616D, NON SOLO DISTRIBUZIONE HDMI

La Kramer VS-1616D, una matrice modulare a 16 ingressi per 16 uscite, non si limita a distribuire i segnali HDMI: grazie al cospicuo numero di schede di ingresso disponibili, la Kramer può smistare anche segnali DVI e VGA. Il medium di trasferimento adottato prende il nome di Kramer Core: si tratta di una «infrastruttura di conversione flessibile», per usare la definizione del produttore, che permette di distribuire i segnali a grandi distanze utilizzando contemporaneamente cavi in rame, fibre ottiche e cavi di categoria. L’installatore è libero di creare le configurazioni che preferisce, combinando le schede di ingresso e di uscita. La massima velocità di trasferimento, un parametro importante quando si tratta di distribuire segnali video ad alta risoluzione, è di 9,6 Gbps. Per trasferire su cavi di categoria i segnali TMDS, i segnali di controllo e quelli di comunicazione, la VS-1616D sfrutta una tecnologia proprietaria denominata DGKat Signal Integration; la Kramer raccomanda, per ottenere le massime prestazioni, di utilizzare i suoi cavi DGKat. Un’altra tecnologia proprietaria, la Kramer Equalization & re-Klocking, restaura i segnali digitali per compensare eventuali perdite di informazioni e qualità causate dalle lunghe tratte.

 LE ALIMENTAZIONI SEPARATE DELLA TVONE MX-8488

La MX-8488 della statunitense tvONE utilizza, per il processing del segnale video, un circuito single link a 225 MHz/6,75 Gbps che garantisce eccellenti prestazioni e una varietà di prestazioni: la matrice supporta i formati video HDMI 1.3, HDCP 1.1 e DVI 1.0, l’HDMI Deep Color, il 3D e i parametri EDID, nonché i formati audio 7.1 LPCM, Dolby TrueHD e dts-HD Master Audio. Anche in questo caso si fa uso, per la distribuzione dei segnali, della tecnologia HDBaseT su cavi Cat 5e e Cat 6, che permette di raggiungere distanze di 100 metri; lungo i cavi viaggiano anche le tensioni di alimentazione dei ricevitori di linea (tecnologia PoH, Power over HDBaseT). Non tutti i ricevitori tvONE, però, possono essere alimentati in questo modo; alcuni, come l’1TCT-652 e l’1T-CT-642, hanno bisogno di un alimentatore loro proprio. Matrice a 8 ingressi per 8 uscite, la tvONE MX-8488 può essere controllata in quattro modi diversi: mediante i pulsanti del pannello anteriore, tramite impulsi IR, via seriale RS-232 oppure attraverso rete Ethernet.

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WYRESTORM E LA DISTRIBUZIONE SU MISURA

Se la matrice WyreStorm MX-0808-PP-POH-CUSTOM fosse un abito, ci si passi la metafora, sarebbe un vestito su misura, un prodotto di haute couture fatto per aderire perfettamente alle forme del cliente. Con una differenza sostanziale, però, rispetto agli abiti d’alta moda: qui il lusso e l’esibizione di sé non c’entrano per niente; in catalogo solo da pochi giorni, la MX-0808-PPPOH-CUSTOM appartiene alla linea Pro Plus del costruttore inglese e come tale è riservata agli installatori professionisti, gente di solito poco interessata al glamour. Si tratta di una matrice modulare che il cliente può ordinare secondo la configurazione che preferisce: la WyreStorm assembla la matrice secondo le richieste, la collauda e, nel giro di una decina di giorni, la spedisce al cliente. Al momento è in catalogo il solo telaio 8 x 8, ma dall’estate prossima sarà disponibile uno chassis 16×16 che espanderà le possibilità di configurazione fino a un massimo di 16 ingressi x 112 uscite, passando attraverso un’infinità di configurazioni intermedie (8×12, 6×14, 12×16, 10×32 e così via). Il termine «infinità» non è un’esagerazione: è la WyreStorm stessa a parlare di «endless solutions» e «near-limitless selection of input configurations». Il merito è della gran quantità di schede di ingresso/ uscita da inserire nel telaio rack della MX-0808-PP-POH-CUSTOM. WyreStorm le chiama «transmission card», e hanno una particolarità: sono quasi tutte, con pochissime eccezioni, schede sia di ingresso sia di uscita, laddove la maggior parte dei sistemi di distribuzione modulare concorrenti utilizza schede monofunzionali, cioè dotate di soli ingressi o di sole uscite.

 

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